..'V r t ● PROGRAMMA DEL rrrr A DIM A u DETTATO NELLA R. TJNíVERSlTÀ Dl PISA RAL PROFESSOKK FRÁNCESCO CAIIRAIIA M1JMHKO ONORARIO RKLL'ACCADIÍ.MU Dl LKOISLAZIONH Dl TOLOSA i: DULLA SOCIETX DEGLI AMICI deixa EDUCAZIO.VE DKL 1’OI’OLO DI hblli.nzona MEMimO TITOLABE DBLLA SOCIU l X Dl I.KGISLAZIONK COMI-ARATA DI 1'ARUil. SOCIO COBRISPONDK.NTK DELL’ACCADKMIA REALE DKL UBLCIO. DEL REALE ISTITLTO LOMIIARDO DI SCIENZE K LKITKRE DELLMSTITUTO A'KNKTO U DELl/lSTITUTO DEGLI AVVOC.\TI DEL DRA.SILE. SOCIO DBLL’ATENE0 DI BRESCIA E DKLLK RKAI.I ACCADEMIB DI LLCCA, DI MODENA, DI >IACKR-\TA, DI VBHLNO, DI DALKBMO E DET LISCKI Dl ROMA. SOCIO OSORARIO DELLA SOCIETA dei GlURECONSfl.TI DI MOSCA E ATEMi MEMORO D’ OXORE DELLA SOCIRTX OltJRIDICA Dl HKRLINO CnTADIXO SVIZZERO MEMIIRO DELLA COMMI.SSIONE ISCARICATA DHL DKOGETTO DI CÓDICE PENALE ITALIANOME.MIIRO DEL CO.N8IGLIO KUPKRIOHE Dl 1'ElinLICA ISTBUZiONE .MEMIlUO ONOBAKIO DELLA UNIVEBSITÀ IMPKIUALE DI flETROllülIflO E SENATORE DEL REGNO. PARTE GENERALE Vol. III. SESTA EDIZIONE CON AGGIUNTE P R A T 0 TIPOGRAFIA GlACHETTI, FIGUO e C. 1S8C
● Cf-Yf 2 ■ I ●lí M'‘n y\ 1 C9-<5^P fc- Jtcn ● _ I 10.} ^. aooâ I INTRODUZIÜNE I M.3 ALLA TERZA SEZIONE ij GIURATI E MAGISTRATl L ■●11 N [/Aiilore pone questa opei-a soUo Ia protezione delle ve-iianti lei:ír «Ha propnetà letteraria. ® I ll ffiudizio criminale è il lerzo rDoinenlodi fatto D nel quale, dopo avere regolato il divieto e la sanzione dei divieto, si svolge e si completa il magistero punitivo secondo la scienza. Qiiesto terzo argomento è piú importante dei precedenti, perchè ò quello che viene a porre a contatto di esseri viventi e sensibili la parola delia legge criminale cbe vieta e punisce. I! divieto sarebbe una poesia se a lui non facesse seguito la sanzione. La &anzione sarebbe una vana iattanza se a lei non fa cesse seguito il giudizio, e la conseguente eseeffettiva dei giudicato. Questo da ognuno ● * > ●● i . J ●V cuzjone si intende. E difatti nelia storia delia penalità possono i remoti tempi fornirci barbari esempi di giudizt i \ \ 1 t
1 — 7 — — 6 - ragione nelle forme dei giudicare. La ragione umana è muta quando parla 1’oracolo. Bensi 1’ordine razionale dei giudizio punitivo prende le mosse dal momento in ciii viene parire la idea di vendicare 1’indivíduo o di vendicare la divinità. Allora cessa la cieca obbedienza airimpeto passionato dei primo ed al comando imperscriitabile delia seconda. Allora il magistero penale, non piü ufficio nè dello offeso nè dei sacerdote, diventa ufScio delia urnanità, e viene soggetto al governo delia umana ragione. 11 fondamento delia penal ità è divenuto questo supremo vero che il delitto sia una olfesa delia intera consociazione, e che a giudicare il colpevole dovesse chiamarsi im’autorità che la intera consoimprovvisati senza precedenti determinazioni po sitive dei divieto e delia sanzwne, alia foggia la quale tuttavia procede in alcune parti deirAmerica il cosl deito giudizio di Link. Ma periodo di storia raai ne lasciò l’esempio di divieii e sanzioni che non fossero preordinate all’ultimo fine dei giudizio. con a scomnessun Nel giudizio criminale furono senza fine le variazioni dei riti; ma lasciando per ora da parte la indicazione di queste varietà, vediamo innanzi prima di ogni altra la varietà delle sorgerci ■pe)'- sone chiamate ad esercitare autoritá sui colpevoli in questo terzo momento. Dei ternpi prirnitivi, nei quali Ia pena era vendetta privata, e 1’offeso si costituiva giudice deir offensore, io qui nulia vo’dire; come niilla vo’dire di quei notissimi periodi di teocrazia nei quali signoreggiando Tideadi cercare nella pena la vendetta delia offesa divinità, i sacerdoti ebbero naturalmente la baila di ogni meandro nel magistero punitivo. Dove il fondamento delia penalità tutto si con centrava nello individuo oíFeso, il sentimento la sola guida; la passione delia vendetta; ch una ciazione rappresentasse, Da questo punto di partenza venendo fino ai dl nostri ci si presenta lo svolgimento storico dei vero giudizio criminale. E r alternativa di qui si trova costante e perenne due metodi opposti che si esprimono con le due formule giudici cütadini, c giudici magistrati. Possono essere infinitamente variate col variare dei ternpi, dei costumi, e dei luoghi le forme pratiche con le quali si vennero svolgendo quelle due idee; ma le idee cardinali non sono e non pos sono essere che due. O giudica il popolo; o giudica un numero di uomini destinati a tale missione era ragione era muta in faccia alia e se una vaga idea di diritto si mischiava alia rcazione delT otFeso questa una espressione indetenninata dellí detta personale, e nulia piü. Dove il fondamento delia penalità era in un mondo superioro e procedeva dalla volontá divina, rendevasi ugualmente vano cercare un ordine di era dair autoritá dei Governo. Storicamente nelle fasi primitive delia umana consociazione è indubiíato che il giudizio popolare precedette il giudizio magistrale. La ragione pera ven-
*1 * ● I . 1 — 8 — — 9 — e quella voi potete trovare; ma T origine dei giudici popolari si confonde con Torigine dei giudizio criminale esercitato a nome degli uomini. E soltanto per successive raodificazioni al Comizio popolare ed ai cittadini seelti nel Comizio a giudicare i colpevoli, si sostituirono per succedaneo processo gli uomini privilegiati, i giudici magistrati. Quando si fa la storia generale di una isLiíuzione è grave errore cercare ciò che può essere avvenuto presso particolari popoli nelle loro storie speciali. Bisogna leggere nel gran libro delia storia deirumanitA.! Può essere benissirao che in una storia particolare di un popolo trovisi che nel primo fondarsi di quella Nazione esso avesse giudici Magistrati, e poscia a questi si venissero sostituendo i giudici cittadini, perchè quella prima forma era piaciuta al Duce che guidò quelle turbe^ e le compose a nazione, e diede loro stabili ordinamenti. Ma al tempo stesso la sto ria di altri popoli vi fará testimoníaiiza che al primo costituirsi di quella Nazione, essa ebbe affidata ai cittadini la sua giustizia penale, come dei prischi Siculi ci ha narrato Io illustre La Mantia (I) avere suade che dovesse essere cosí, e tutti i monumenti conservati dalle singole Nazioni, o come storie, o come tradizioni, comprovano ciò che la ragione basterebbe sola a persuadere. Certamente se ci fermiamo alPaltro confronto tra la giustizia amministrata a nome di Dio e la giustizia amministrata d nome tíec/li uomini^ la pnrna precede nel suo corso storico la seconda. E quella si bipartisce alia sua volta in due fasi, nella prima delle quali il Dio giudice e vendicatore rappresentato dai Sacerdoti; e nella seconda rappresentato dai Re, come per incarico speciale ricevuto da Dio. In queste due fasi peru siamo sem pre nei termini delia giustizia divina. Ma quando S! passa a contemplare il período delia giustizia ossia di una giustizia che si amministra a nome degli uomini nello eserci venne venne e per un interesse tutto terreno, -izio di questa giustizia il popolo precede storicamente i Magistrati. È dunque una ricerca futile e prepostera quella ,7 Problema dasciogliere Vorigine delia Gmria. Quando di due stati di fatto è sitá lógica che 1’uno fosse e Taltro secondo, che -- e necesprimo, cioè anferiore;. cioè posteriore;è puerile cetto, è fantastiea indagine quella di chi tracciando 1’ordine dei egli ridicolo chi (1) conoscere delle oontroversie di fatto nei civih e criminali giudizi non era dato a snli magistrati, pochi di ed investiu di pubblica auíorità permanente. Era convada rinprimo fatto. Non sarebbe .... , ''origine dei costume deírli lomim dl andare a capo scoperto, quasicliè fos^e possibile che 1 uso dei cappello avesse preceduto la costumanza dl fidare il riparo dei capo alia sola caP.gbatura? Cercate Forigine dei giudici Magistrati, numero al contrario di quel tempo nella Grécia ed in Sicilia, chiamaio alie funzioni gixidiziali ogni cittadino che per legge fosse eschcso; perciocchè coloro che aveano dnlla ingênua nasciía la liberta e V esercizio dei chntti politici, eotali scvranipoteri riguarâavano come loro proprieíà morale e inviolábile, e ne formavano precipua cura in quei lempi, nei quali il lavoro dei servi in ogni arte od tndunon ne
— 11 — — 10 — essi goduto dei benefizio dei giudici popolari prima che Romolo fondasse Roma, e prima che verso Taimo 300 di questa Repubblica i Romani avessero íatto la conquista di quelP isola, Uguali possono ripetersi nelle antiche Repubbliche Greehe. Ma che monta ciò? Nella storia universale di una istituzione non hanno significanza. Frivola ugualmeiite in questa fondamentale ri variacon giurisdizione intera su lutte le questioni, come negli Scabini di Germania; quanto se awenga con giurisdizione repartita secondo il differente obiettivo dei fatto e dei diritto, come nella moderna Francia. Quando si ricercano le origini delle varie istituzioni e si studia la relativa prestanza delle rispettive idee fondaraentali, è vera inerzia fermarsi a queste accidentali modificazioni di un sistema che deve prendere la specialità dei suo essere dai criteri fondamentali. La sostanzíaliià delia diíferenza assai osservazioni questi fatti speciali cerca è la obiezione che si tragga da una zione di forme. Possono essere giudici popolari tanto quelh che seggono in un consesso di mille, quanto se in un consesso di trecento’o di dodici! Possono essere giudici popolari tanto quelli che SI destinano dalla sorte, quanto quelli che fra i privati si scelgano a turno da qualche Autoriíà Possono essere giudici cittadini tanto quelli che giudicano a solo, quanto quelli che nel sistema misto giudicano insieme fra i due sistemi stfl in una sola idea. O i giudizi criminali si esercitano esclusivamente da persone privilegiate, scelte dal Governo e da lui slipendiate (impiegati) o si esercitano da liberi cittadini. Si chiamino questi o giurati o scabini o notabili o pari 0 con altro qualsiasi nome, Sono sempre giudici cittadini. Si chiamino gli altrí 0 Consiglieri o Aiiditori o Luogotenenti o con altro qualsiasi nome, tntto torna alPistesso. Sono sempre giudici che dipendono dal governo. La grande e fondamentale questione che si combatte da tanti secoli, e che ha dato occasione a tante lotte, a tanto spargiraento di sangue ed a perenni discordie nelle varie genti, è nell ordine po lítico amministrativo fra 1’assoluto comando di uno piu, individui privilegiati e la partecipazione al tutti i consociati. tutto torna alPistesso. con i Magistrati. E ciò promiscuità dello intervento tanto se la awenga disi,ensavau Aalla continua occtipazione. e vigilanza dei privati mteressi. Eram perciò i liberi cittadini tempo memJ,rz delle aeeemblee politiche e guerrieri, e difenfatto 0 ,l diritto. Oltre i pocM piü esperti - chesoh erano eletti alie dignità Cl un IntelUgenti, e di magistrati di oani np. nere. eram percib nei giudizi Vinlernento dei priZu cZ íadini, che a sorte ' ^ ^ 0 e nel numero designaio in modo somigliante ai giurati delle posteri derne istifuzioni giudiziali _ La Storia gislazione civüe e cnminale in Sicilia, primiiim e Greco-Siculi, comando resa possibile a La grande e fondamentale questione nell’ordine giiidiciario è qiiclla che cade sul determinare, se la giustizia punitiva si eserciti da uomini che rapveniano eletti, iori e delle modelia leepoca antica, templ cap. 4, pag. 179, Palermo, 1858.
4 — 13 — FRoi. Nei varii giorni delia sua dimora in Pisa, lo illustre pnbblicista francese, trovatosi ad ascoltare alcune invettive dei Professore Pisano contro ii sistema dei Giurati, alie parole dei venerato maestro diede una semplice e recisa risposía: le vosire argomeniazioni saranno giustissime; ma i Giurati sono Vavanguardia delia libertà. Ma dunque Carmignani era avverso ai Giurati? Intendiamo la‘opinione dei Maestro, ed avrerno inteso entro certi confini la opinione dei discepolo. Nei Giurati sono a guardarsi due cose, clie il volgo non sempre convenientemente distingue, ma che sono sostanzialmente diverse fra loro: la questione ■dei método^ e la questione delle ‘persone. II método da discntersi è qiiello dei giudicante, che risponde sussiste o non sussiste la colpevolezza di quelVuomo^ senza altro dire, bastando che siasi dichiarato convinto per mera ispirazione dei sen timento; & senza obbedienza a precetti giuridici; posto a fronte dei método dei giudicante, che dopo avere dichiarato sussiste pone in carta e consegna ai posteri ed ai revisori contemporanei e futuri le ragioni per le quali si è dichiarato convinto. Chíamerò il primo convinzione aiUocratica: darò al secondo il nome di convinzione ragionaia. La questione delle persone è tutta semplice, fra il giudice magistrato, e il giudice cittadino. Ma la questione delle persone si connette con la questione dei método in questo senso: che il giu dice cittadino conduce di necessità alla convinzione autocratica. Meníre al contrario il giudice rnagi- — 12 — presentano Pautorità sovrana dello Stato; eserciti da uomini che rappresentano tuUi i eonsociati. E in quest’ ultimo argoraento il problema vitale si è, se possa mai dirsi che un popolo gode di quella liberta civiie alia quale uomini voli hanno diritto di 0 si ragioneaspirare senza perdere il loro intelletto nei turbini di una licenza dissolutrice, iinchè il Governo col mezzo dei suoi stipendiati ha in mano Ia balia di decidere delia vita, degli e delia libertà di ogni membro delia consociazione. Si studino aven accuratamente le singole forme e lespeciali guarentigie che possono giovare alla salvezza degli innocenti e degli onesti mgiusta accusa. Interessantissimo è cotesto studio e fecondo di utilissimi risullati. Ma prellminarmente a queste pratiche indagini si risolva il vi tale problema: chi aorà il diritto di giudicar 10 sono 0 no meritevole dei cárcere o delia ga lera? I popoli che hanno accolto nelP animo un ardente amore per la libertà sintetizzato col celebre motto inglese « crust of hread and liheriy fdatemi a mangiare una crosta di pane, ma datemi Ia libertà) hanno sempre lottato avverso una e se . ottenere i giudici ciUaclmi. I popoli inerti, neghittosi e innamorati dei sonnolento servaggiü si sono uniti con i despoti, fossero questi o Monarcbi o oligarchi, proscrizione dei tribunali popolàri. QuestJ eloquentíssimo non leme impugnativa. Ai bei tempi di Gvrmignani, fra le notabiliíà Europee che accorrevano a Pisa per udirne la pLstigiosa parola, fuvvi il celebre e dotto M. Joupnella falto re-
— 15 — dalla Cattedra quando protesto di deporre per. semr pre la toga defensionale a cagione di quelle riforrae. Ma se a lui si fosse posto il dilemma, e resa obbligatoria la scelta fra i Giurati con la toga, e i Giurati senza toga, cosa avrebbe risposto? In questa dura necessità di mantenere ignota perpetuainente al pubblico, ai posteri ed alio stesso giustiziato la serie delle circostanze sulle quali erasi costruita quella tremenda dichiarazione delia sua colpevolezza, avrebbe egli accettato piuttosto Yabítudine di un ufificiale anteponendola alie imp'essfoM2‘di un vergine cuore? Avrebbe egli disprezzato la seria osservazione dei liberale francese? La fede che nutro per le opinioni politiche dei mio Maestro mi interdice di croderlo. E questa mia crednnza rafforzerò fra poco con Tautorità di lui stesso. Corne poi intendesse il Carmígnani doversi attuare Ia sua decisa predilezione per la convinzione ragionata^ potè forse rimanere dubbiosa in faccia alie sue pubblicazioni puramente teoriche. Ma ogni dubbio scomparve in faccia ai suoi ultimi scritti, come dirò in seguito. Pure anche dai suoi scritti teorici, per ciò che insegna sulla matéria degli indizi e delle confessioni, si aveva abbastanza per tenerlo proclive al método delle prove legali. In quanto a me per desiderare la convinzione ragionaia non ayeva bisogno di spingermi cosí lunge. Io aveva avuto nelia mia città natale (dal 1810 fino al 1848) lo esempio pratico delia convinzione ragionaia imposta ai giudici Magi- — U — ürato si presta indifferenteraente a servire alia convinzione autocratica come alia convinzione gionaia. Ora è manifesto che chi è neraico alia convinzione autocratica deve osteggiare il giudice cittadino che non ammette altro modo; ed osteggiarlo per giungere al secondo passo dei ristabilimento delia convinzione ragionaia, e giustificata con i precetti delia legge e delia critica giuridica. Ecco il genuino concetto dei raio Maestro. Esso eranel fondo dellanima contrario alla convinzione manifeslata per ú e per «o, la quale da lui soleva designarsi con la figura dei Cadl.Ma teneva iigualmente come Gíwmíe gli uomini vestiti di toga come gli uomini m abito civile, quando non lasciavano monumento scritto dei fondamenti delle lo vinzioni; e cosí rendevano impossibile ogni sindacato ed ogni revisione di una sentenza condennatona, quando anche fosse capitale, sebbene fondata sopra 1 piü funesti equivoci e sopra i piü fallaci sofismi. La proscrizione dei Giurati nelia sua teoria. raro connon era che la delia proscrizione dei método, ed un logico correlativo delia sua avversione ai sistemi dei Pubblico Ministero e delia Cassaz,one od in generale (sia benedetta ranima sua), a quanto egli‘soleva dire importato a noz dalle haionette francesi. Edun logico correlativo a questo pensiero dinale dei grande Maestro fu car- '^^cora la sua deci so tanto dallo essersi convertiti i Magistrati in GIur da lui manifestata solennemente sa av\
Tm l- I - 17 - — 16 — esperienza. L’osteggiamento altnii procede damere divinazioni e idee preconceLte. Dateci dunqne im Magistrato clie ci renda ragione dei perchè ci crede colpevoli; dateci strati: e ne aveva vediile cosí belle prove da essermi risolutamente persuaso che senza bisogno di ritornare alio antiquato e reietto sistema delle prove legali, poteva nel giudice magistrato combinarsi la pronnnzia per convinzwne con Tobbligo <li ragionare la convinzione in sentenza: io aveva per lunga esperienza dovuto riconoscere che la una critica legale ed una sapienza che non tengasi, come il Dio Brahama, chiusa in un santuario, invisibile, impenetrabile, indiscutibile, incriticabile negli oracoli suoi; ma che si mostri nelle sue splendide forme (e suscetíibile di revisione) al gindizio altrui; e noi rinunzieremo tranquilli alie vergini impressioni dei cuore. Ma íinchò volete lasciarci in dubbio se Toracolo delia convinzione certezza morale delC uomo può dare ragione di sè alia pari delia certezza E sebbene questa esperienza provenisse da miserabile Ducato, ciò niente afiFatto mutava i pensieri miei, non potendo accettare nell’ animo il pregiudizio che non sia buona morale delia legge. nn cmani da iina sapienza che dobbiamo presumere senza vederne le prove^ o piiittosto da wn'ahiiudine ufficiale che vediamo, sentiamo, e tocchiamo con mano, permetteteci di desiderare che si conservi la vanguardia delia lihertà. per un vasto reame quella giustizia che è buona per un piccolo Principato. Trista la sorte dei reami ingranditi se questo pregiudizio avesse una base di pratica verilà. Questo io esposi assai largamente in uno scritto già or sono molti anni pubblicato da e che intitolai DeW antica procedura Lucchese (OpuscoU di diritto criminale, vol. 2, opuse. 46/ Quello scritto cadde presto diraenticato e negletto sotto la solita aceusa di regionalismo; ed abbiasi pace, e dorma nel suo sepolcro. Ma la scenza delia buona giustizia che araministravasi sotto quel sistema, anziohè obliterarsi, si rinverdisce nel mio cuore ad ogni anno che chè ogni anno che Un movimento straordinario si è per altro eccitato nelle menti dei giuristi in Italia da qualclie tempo intorno alia istituzione dei Giurati; e vengono in luce pubblicazioni che destano la sorpresa di molti. Una corrispondenza dei Giornale dei Trihunali di Milano, inscrita nel n. 81 a pag. 423, nota come un fatto che dà seriamente a ponsare sulTavvenire d’Italia lo spettacolo tesíè vediito alia Camera elettiva di una lotta acerrima strenuamente cornbattuta da illustri veterani costretti a scendere in campo per difendere la Giurla contro Garrar.^ — Parte generale — Vol. lll. ^ me reminipassa, per passa mi mostra sempre piü paurosa Ia giustizia degli uomini consegnata troppo spesso al governo delle passioni. Le mie predilezioni hanno la solida base di una lunga ormai I
- r . % - 19 — — 18 — veementi attacchi di giovani Deputatí che ne incalzavano Tabolizione. Non sara piii vera quella sentenza di Giusti rale, muore im codino e nasce un liberale! Dovrà ella capovolgersi siffatta aíFermazione di una verità per lunghi anni sentita da tutti? Altri fa le meraviglie che un giornale d’indole progressiva, come VArcfiivio giuridico^ nelTatto di lasciare Roma per trasferirsi sulle sponde di Alfea, abbia, simile al Parto, lanciato dietro a sè un dardo diretto a ferire nel cnore questa istitiizione, che pel corso di secoli lutti vagheggiarono come presidio di libertà. Che sia andato cioè pe scando nelia Rivista di Wesiminster una dialriba . anônima contro i Giurati, la quale facendo un fascio delia Giurla civile e delia Giuria penale, ambedue vilipende piü con declamazioni che con ragionamenti; diatriba la quale, compilata ed inspirata da un fanatismo virulento non meritava Tonore di unaversione italiana, come al certo non merita Tonore di una seria confutazione. Altri si atteggia a stupore, osservando qiiesto andazzo preso da poco in qua da parecchi giornali di spargere dubbi snlla possibilita delia perseveranza di questa istitnzione in Italia; e piíi stupisce al vedere che anche un giornale la Nazione, nato e cresciuto a servire indefessamente la santa causa delia libertà (dando pauroso segno di voler cangiaro. vessillo) abbia in un suo recente numero aperto le proprie colonne ad un articolo che senza mistero profetizza un prossimo generale disinganno sul nuovo ordine di giudizi criminali e la sua prossima inevitabile caduta. Io niente mi meraviglio di queste oscillazioni, ■ perchè, giunto ormai sull’ultimo declinare delia parabola delia vita, troppo ho veduto dei mondo morale per non comprendere che quelle sono necessità inevitabili di queU’onda perpetua che si chiama vita dei popoli. Simili oscillazioni a rae non fanno meraviglia: perchè ne riconosco nelia natura umana e nelle attuali condizioni d’Italia cagioni bastevoli per tollerarle come una dolorosa, ma inevitabile necessitcà. La natura morale deli’ uomo presenta costante il fenomeno di due impulsioni assolutamente contradittorie, alie quali 1’individuo relativamente soggiacG con una vicenda singolarissima, ma perpetua. L’ uomo nelia sua vita è guidato o dallo impulso òÜimüazione o dallo impulso á"' antagonismo. Or dinariamente subisce lo impulso delia imitazione; e simile alie pecorelle di Dante corre a fare ciò che vede fare dagli altri, ed a laudare ciò che laudano gli altri, senza domandarne a sè stesso il a battesimo suoni o a funeperchè, e soltanto mosso dal vedere che gli altri fanno cosl. Ma ad un tratto egli si ribella contro Pabitudine imitatrice, e si determina a fare I’opposto di ciò che altri fa; e si rniiove a ciò dal solo vedere che altri fanno diversamente. come e per mero spirito di antagonismo: ed a cosí fare annette un sentimento di própria dignità che lo rende in questa via piu riottoso e íenace. Da che nasce ciò? Nasce talvolta da un seni
1 — 20 - — 21 - sarebbero stali i piu caldi martiri delia liberlà. Non dovrebbe esser vero qiiello che io dico, ma pur troppo lo è. Le convinzioni nascono spesso dai desiderii. Sentenza sfiduciante, ma fatale. In quanto poi alie condizioni attuali d’Italia bastano queste sole, perchè cessi ogni stupore delia crociata che oggi inattesamente si è mossa da tanti lati e con tanta vivacità avverso la isli* .tuzione dei Giurati. E cosa avvi infatti di nuovo in questi segni di guerra? Non si sapeva forse ehe anche in Italia vi sono diie partiti, ciascuno dei quali tenacemente aderisce alia própria bandiera; il partito retrivo che si ammanta col nome di conservatore, e il partito liberale piú o meno progressista? Questi diie partiti vi sono stati, vi sono, e vi saranno lunga pezza; e quanto piü faranno sembianza di dormire piü raccoglieranno le loro armi per combattere. Non si sapeva forse anche prima d’ oggi che il quadrilátero delle liberta costituzionali si erige sulla Guardia Nazionale, sui Giurati, sulla libera Stampa e sul Parlamento? E non era egli già saputo e previsto che ad ogni momento nel quale alcuno di questi quattro cardini fondamentali avesse porto occasione di qualche lamento per parte dei pubblico sarebbero stati pronti a sbucare numerosi àrmigeri piü o meno potenti, ma numerosi sempre, i quali (sieno ppre Mirmidoni) con im fuoco di fila sarebbero venuti attaccando a mano a mano quella di tali istituzioni che avesse accennato al proprio pericolo, per rovesciarla e seppellirla (secondo le speranze timento di antipatie personali verso coloro che vede fare altrimenti, e comunica ai fatti delia persona quella ripugnanza che sente in cuore contro la persona. Piú spesso ciò deriva da questo, che la imitazione assume il carattere di obbedienza ad mando: ed allora un cosorge per impeto di vanitá il desiderio di resistere. Di qui nasce quel cosí fre quente spirito di contradizione che regna nelle private famiglie Ira il fratello minore ed il fratello maggiore, tra i figli ed i genitori, tra la moglie e il manto dopo cessata la luna di miele. Vi sarcà amore fra loro e tenerezza ed affetto; ma pure mconsapevolmente nel cuore dei sottoposto una velleità di resistere, che diviene abitudine di contradizione. Cio avviene finalmente per idêntico impulso tra cittadini e Governo. La fede religiosa dei popolo SI ravvira soUo Governi persecutori; s’intiepidisce sotto 1 Governi tolleranti, si riduce alie minime tana la per attestare questo vero. Quanto pifi Governi furono tiranni e dispotici, tanto piü crebbe energ.co il liberalismo. Quanto il Governo divenne liberale, il liborali deiruomo di addor si genera a poco a poca ismo segui l’antico vizio sopra gli allori lUn per contro 1’ambizione, che tanto può nel ' degl. tiomini desiderosi di acquistarsi irzioSràt:,: dene situazion a inetters. sotto la bandiera dei quei medesmi. che se fossero vissuti nel mentarsi cuore un nome passato passato
1 ● .u r :.} — 23 — No: non è cia saggi fermarsi a fare le meraviglie se i nostri nemici combattono; dobbiamo invece comprendere che a noi pure incombe il debito di cornbattere. Non dobbiamo fermarci a lamenti di sorpresa se i nostri nemici, nascondendo i reconditi loro disegni, spingono a rompere le prime armi giovani illusi che ardono di pátrio amore, e che sono indotti a credere che la salate delia patria consista nel demolire quanto fecero i padri loro. Dobbiamo invece erudire gli illusi; e col togliere dal nostro quadrilátero quelle forme e modi che possono fornire giiista ragione di lamento, consolidarlo in guisa che passi alie future generazioni .con quel rispetto che infelicemente si riuscí im tempo a procacciare ai piu esosi vincoli delia umana libertà. Questo si è bene compreso da coloro che hanno scorlo come la battaglia mossa alia istituzione dei Giurati fosse una avanguardia delia guerra preparata contro la libertà, e cosí volgono i propri pensieri a purgare la Giuria dalla niaggior parte di quelle eredità francesi che si orano da no-i infelicemente accettate senza benefizio d’ in ventario. Quando si vuole consolidare una istitu zione bisogna toglierne i difetti che danno ai suoi nemici pretesto a combattcrla. Con ciò la guerra politica troverà pretesti minori per mascherarsi sotto una bandiera giuridica. E questo si coraprese con mirabile accorgimento dai nostri rappresentanti alia Camera, la quale solennizzò il fausto giorno dei 23 marzo (anni- — 22 e desiderii loro) neiroblio e nel disprezzo? Niente 10 trovo da stupire in questo movimento. Oggi è l’ora delia Giur\a: il grosso delia battaglia dirigesi a demoliría, Dimani sarà Tora delia stampa. Poi si verrà al Parlamento. Finehè in ultimo, demoliti i baluardi deiredifizio moderno, l’ora dei piü forti campioni, o sbuchino dali’ bra alia lor volta anche questi per soverchiare i corabattenti da loro sospinti innanzi, e forse con sorpresa dei medesimi esordire T opera delia restaurazione, finchò non tornisi ai feudi, commessi, alia tortura ed al santo uffizio, e ad altre restaurazioni di antiche suom orn¬ ai fideruggini, che pure sono sempre per molti un oggetto d’ idolatria dl speranza! E quando venga quel triste giorno non mancherà ai demolitori il solito frizzo, che le novitá liberali hanno 1’ ignoranza per loro ban diera. Come i militi cittadini e i è detto altre volte, sognando, che - non avevano abilità per le imprese guerresche; come si dice oggi che galantuomo non ha abilità si un cittadino per decidere se deve prestare fede a un testimone galantuo garla ad un testimone birbante; i privati non hanno abilità nali le mo 0 necosi dirassi che per giudicare nei gioropere e le speculazioni delia scriniocrazia; e si dira flnalmente che la legislatura, composta dl centmaia di uomini digiuni dello soienze Wall non può produrre che leggi cattive. II quadrila^erõ con gh stess. argomenti. Lasciate che Innibale varch. ,1 Trasuneno, e ve ]o troverete a Canne. i
1 — 25 - - 24 ^ i popoli; e se ne purgheranno presto dei tutto: « la deride, e già crede ascoltare il siiono delia campana fúnebre che accampagnerà qiiella dofctrina e le sue deduzioni nella sepoltura a lei preparata dalla riprova dei faUi, e nella quale cadrà per non risorgere piü mai. II concetto generale di quella diatriba non lascia dubbiezza in ordine al fine al quale conduce. Ma sono essi solidi gli argomenti che spende, sono essi di probabile riuscita i siioi vaticinii? II primo assolutamente non è: il secondo spero che non sarà. versario delia gloriosa incoronazione dei Re liberale) recandosi senza dimora dopo le felicitazioni al Sovrano a quella seduta memorabile dove una maggioranza significantissima votò la ferma delia bersagliaía istituzione dei Giurati. lo non dico già (non si calunni il mio pensiero) che tutti coloro i quali presero a combattere la istituzione dei Giurati abbiano per loro fine recondito il sogno dei ritorno ad Questo io non gli animatori di con conun passato inipossibile. penso, nè dico. Giudico bensí che questa schiera abbiano nel loro mefis ofehco segreto questa ultima parola ieratica, ( emolire il moderno liberalismo. Questo i ' dico: Dottissimo (annunziò la Nazioné) è il pubblicista che vergò quelle pagine. Non occorreva che a noi lo dicesse. II tempo piu inutilmente speso è quello che si impiega a lodare i libri. I libri ed in ge nerale tutti gli scritti si devono lodare con le proprie virtü. Ma poichè Ia dottrina non è sempre accompagnata da una esatta dialettica, e mono ancora dalla facoltà di profetare, cos\ mentre a noi sembra facile il mostrare il lato debole degli argomenti dei dotto pubblicista, ci conforta Tanimo la speranza che la generazione che sorge farà delusi quei vaticinii: i quali non tanto ci atter- .riscono per loro stessi quanto perchè, se si avverassero, segnerebbero T aurora di una terribile reazione. La somma delle accuse contro i cosí detti ritrovaii dtíl liberalismo moderno, cosí antipalici al nostro anonimo scritfore, prende por sua pielra angolare la osservazione che tutte le novità libe- - 10 giuargomenti con i quali Oggi a combattere la Giurla (benchè maneggiati inconsuítamente e senza calcolarne le ultime deduzioni) sono, dove si accettmo, conducenti alia demolizione di ogni libertà. Questo io lo asserisco fiitazione, perchè la lógica asserzione dimostro e penso poi che gli si è venuta da molti senza tema di seria non con la paziente analisi di tali contransige. E la mia argomenti. L’ultimo degli scritti dei quale ho dato attaccò in radice il cardi le innovazioni libei^ali coraggiosarnente lo cenno ne fondamentale di tutte nioderne. Francamente e anonimo scrittore afforpdiscp teórica cont,apesi. E que.sta teórica sociale esso denunca come una illusione, che un parto dei presente condo lui) si vanno asserisce essere secoio, e delia quale (semercè la esperienza purgando i
. V ^ f . 1 < .' '' — 27 - dei popoli, siiggeri il pensiero (e fu pensiero che risali ai piü anticbi tempi) di un Parlamento rappresentante la Nazione, il quale fosse moderatore deir opera legislativa. Tutte queste idee si sintetizzino pure (se cosí piace) con la-formula delia teórica dei contrapesi; ma che perciò ? Basterà ella quesía formula, lanciata innanzi come un derisorio inotteggio, a screditare i conceíti liberali? Basterà, a soífocarli nel ridicolo, che si pronunzi non essere tali concetti nulla piii che la teórica dei contrapesi', basterà ella cjuesta formula, che anminciasi corne una peregrina scoperta, per concludere che quelle sono tutte illusioni, e dare ad intendere che sono creazioni dei tempi moderni (dimenticando perfinoilTribunato(l) — 26 — rali altro non sono che uno svolgimento delia teórica dei contrapesi. Ebbene, io volentieri glie lo concordo. Si: Posservare che i tiranni di tutti i tempi, da Pisistrato in poi, avevano abusato delle milizie assoldate per opprimere i popoli, suggeri il pen siero delia milizia cittadina, la quale potesse in caso di aggressione delle liberta indimdicali, opporre una forza armigera agli sgherri dei tiranno. St: Posservare nelle storie di tutti i popoli che certi Tiberii avevano usufruito i giudici stipendiati per disfarsi dei loro nemici sotto pretesto di deIitti sognati; e piü Posservare che nei giudici per mestiero sMncarnava talvolta Pabitudine delle condanne (e ne fu prova Carpzovio, che vantossi con compiacenzadi aver condannato a morte ventiraila individui) suggeri il pensiero che nelPamministrazione delia giustizia penale giovasse alia tutela delia mnocenza equilibrare con'giudici cittadini i giudici governativi. Si: 1 osservare che gP impiegati araminislrativi non sono sempre bastantomente vigilati dai loro superion, perchè gli uni e gli altri si costituiscono m setta, e si ricambiano i favori, e si predisponoOno gh ordmamenü aniraniistrativi ai tiirpi lucri personali anzichè alia pubblica prosperità, suggeri il desiderio delia libera stampa la quale potesse sindacare costoro; e ciò potesse fare iinpunemente puicliè a\esse 1 appoggio dei vero Sl: 1'osservare che 1 governi avevano troppo spesso dettato leggi intollerabilmente oppressive (I) Non so coaipreodere come un dpttissimo Giureconsulto per fare guerra a certe forme abbia preso a combattere in radice la dottrina dei contrapesi nelle istituzioni politíche, deridendola come iuvenzione moderna, meutro Ia storia ci insegna che essa ò stata Ia perpetua compagna dei piu antichi ordínamenti sociali, e la perpetua aspirazione dei popoli. Per affermare ciò bisogna (non dirò ignorare) ma certo dimenticure la storia e soffocarno gli insegnamenti a servigio di partigiana passione. Su quale priucipio, traime su questo, ordinò Romolo le Magistrature delia prisca Roma? Egli volle cbe allc Magistrature dei suo Rcgno si chiamassero soltanto i patrizi, perchè in loro soli egli prcsuuieva senno bastante per nmministraro giustizia e bastante virtü per sottoporre ai precetti di questa i personali interessi. Ma volle che le cariehe fossevo nnimali: volle che ogni anno si facessero nuove elezioni ui pubblici ufQzi: e quelle elezioni consegnò alia plebe. E quale era egli il concetto di siraile istituzione traune il concetto di un contrapeso? II giudizio sui fatti si
K - 29 - manterrà. Per lei si compie e progredisce la elaborazione dei globo terrestre. Dalle piú grandi alie piu minute funzioni, cosi nelle opere delia natura come nei fatti deli’ uomo, è sempre la di- ● namica delle forze quella che provvede a tutte le necessita. La medicina stessa e la igiene e la te rapêutica non sono desse lo svolgiraento spontaneo di questa dinamica che si crede aver posto in derisione con la speciosa formula dei contrapesi?' Infondere forze attonanti in un organismo che minaccia depressione pericolosa; infondervi forze moderatrici che facciano equilibrio alia troppa vigoria; ecco tutta la economia deli’arte salutare. Sempre la contraposizione di una forza benefica ad una forza pericolosa. In tutti gli atti relativi alia vita física procedendo dai piu interessanti, e scendendo fino al villico che fornisce il suo arboscello di iin paio onde non sia divelto dagli impeíi eventuali di Borea, tutto ciò che è regolato sapientemente è regolato con la dinamica delle forze. E nel mondo morale non è egli lo stesso? II pru dente geniíore non raette egli al fianco dei fíglio timido istitutori od amici che gli siano esempio di coraggio; ed esempio di moderazione al fíglio pre* cipitoso, di economia al fíglio prodigo, e via cos\ discorrendo? E questo giure penale, che voi tanto tenete a cuore come âncora delia repubblica, cosa è desso tranne uno svolgimento delia teórica dei contrapesi? Coloro che ciò non vedono sono ciechi dello intelletío: coloro che lo vedono e pur lo ne- . — 28 <li Roma) non le forme (notisi bene) ma gl’istessi principii?Basterà, per vantare che i popoli si vanno a poco a poco ricredendo da tali illusioni; e per asserire che esse vanno cadendo in altrettanto disprezzo quanto altra volta furono spinte alia cima dei desiderii; e vaticinare loro un oblio ed una sepoltura senza resurrezione? dottrzna dei contrapesi^ ben lungi dallo esser tale che il solo annunziarla basti per mostrare Ia risibilità delle sue applicazioni, altro invece non è che il principio cardinale dei creatojíl principio ordinatore e conservatore cosí delmondo fsico come dei mondo morale, È un appello prudente alia dinamica delle forze. È la espressione delle due forze primitive ed universali: forza aitrazione, e forza di repulsione. Ê lo assoluto delia antinomia. Con questa dinamica si costitui, per opera meravigliosa deironnipotente, Tarmonia delle sfere celesti; la quale per lei sola si mantiene, e si consegnava ai patrizi; ma il giudizio sulle persone dei giudicanti si consegnava alia plebe. Equilibrio pieno di pratico, perchè meutre teneva la plebe soggetta ai patrizi, teneva i patrizi soggetti alia plebe, e ne frenava gli abuai col timore di seDSO una cacciata perpetua dagli uffici alia occas.one delle anauali elezieni. Chi oggi suggerisse di consegnare al popoio la elezione dei Pretori ic ncontrerebbe dai seven conservatori la censura di utopista, di repubblicano, e anche peggio. Eppure questo fu fatto spoutaneamente da un Re che cliiamossi Romolo, e che per certo non ebbe fama di Comunardo. Ma allora i Reali di Francia cora insegnato la orgogliosa e funesta dottrina che la giustizia emana dai Re. non avevano an-
»T -«-Fjnrwir ■ 1 — 31 — Potrà essere questione di mocli e di tempi; que stione di forme e di misure, ma il principio cardinale dei liberalismo moderno che vuole un con trapeso (chiamasi piire cosí) per tutelare i popoli contro le ingiuste invasioni dei suoi dirilti per parte di agenti deH’autorità eventualmente oppressori, è im principio veríssimo ed incriticàbile. Ed anche nel procedimento penale tutte le potestà che si concedçno alia difesa (i dirilti delia quale tutti acclamano come sacri) altro non è che un contrapeso necessário a moderare le potesíà delPaccusa. Alie declamazioni sofístiche siiccedono le osservaTiioni di fatto, ed i vaticinii. I popoli (dicesi) si sono già disillusi di molte di queste utopie;e delle rimanenti si verranno in breve disingannando; si che tutte cadranno sepolte nel disprezzo e nelToblio. Sentenza che significa, in tín dei conti, doversi pre sto tornare alio assoluto monarchico governo, che il celebre Cane dei Casti proclamava esser buono per Testate e per T inverno. Ma quali sono le osservazioni di fatto, quali i sintomi di questa recrudescenza popolare vagheggiata dai retrivi nei sogni loro; e che si predice doverci presto ricondurre alia formula di Luigi XIV lo Siato sono io? Osservate la Guardia Nazionale, si dice. Oggetto un tempo di fanatismo, oggi è morta e sepolta, nessuno piú se ne occupa. Sofistico anche questo argomento. Altro è dire che un’istituzione dello Stato possa non attuarsi in certe occasioni, perchè non ne è presente il bisogno, altro è dire ^ 30 gano sono uomini sleali e di mala fede. Chi avrebbe pensato che quando tanti legislatori e tanti pubblicisti consigliarono che a frenare le ree passioni impellenti Tnomo al delitto si contraponessé la passione dei timore, onde questa servisse di freno a quelle; e la previsione dei male minacciato dallalegge neutralizzasse la previsione dei bene gnato mediante il delitto; chi avrebbe mai sognato che un giorno venendo a conoscere che la teó rica dei contrapesi, è una futilità, una illusione, un motto declamatório privo di senso, anche quella dinamica di passioni, nella quale riposa Í1 congegno dei giure peuale, potesse essere esposta al ridicolo! 4 ago- < i Nulla dunque si è detío contro le moderne istituzioni quando si è creduto bastasse a porle in ri dicolo la rivelazione che esse erano figlie legittime delia teórica dei contrapesi. Nulla si è detto che abbia solido valore; perchè proclamai-e come falsa quella teórica dei contrapesi, che è la base delP dme, cos\ nel mondo fisico come nel mondo morale, non è sentenza ia quale possa meritare plauso da chi bene addentro la guarda. Potrà la dottrina dei contrapesi, quantunque assolutamente vera in sè stessa, rinscire fallaee nella forma di alcune sue speciali applicazioni nelie quali ' non trovasi prudentemente moderata. Ciò non si nega da noi. Si nega bensi che sia buono argo mento quello di cui ruina a negare una regola vera, perchè la vede in qualche caso mente o meno utilmente applicata. orI meno esatta1
1 Ir T". - r.ifp.» :r/^ ■irÇíSí^ ■* ■' J9I - 33 — — 32 — giorno la stella cVItalia (lo lolga Iddio) tramontasse; ed altra gente si restaurasse al potere, voi vedreste come per incanto risorgere 1 antico desiderio, ed accorrere il popolo alie piazze per chiedere armi e milizia cittadina. che non sia buona, e che debba cancellarsi dagli ordinamenti politici di uno Stato. Un uomo si provvede di pillole purgative per V evento di una indigestione. La sua teraperanza lo ha preservato per parecchi mesi. Mosírerà egli senno se getta via il farmaco? Sia adiinque inoperosa Ia Guardia Nazionale ino- quando il suo bisogno non ci è, come stanno perosi i lazzeretti quando non sovrastano pestilenze. Ma come un prudente Governo non corro a demolire i lazzeretti, percliè per dieci o venti anni non si affacciarono epidemio, cosí si conservi la guardia cittadina come istituzione nazionale; come un riconosciraento dei diritti dei popolo in caso di bisogno. Prova di questa verità ne siano quei paesi che furono infestati dal brigantaggio, e dove la milizia cittadina operò con tanta virtü, e tanto bene produsse. II brigantaggio era in quelLe provincie una guerra occulta che i vecchi despoti muovevano alia libertà dMtalia; e la milizia cit tadina forte nella sua antipatia contro i vecchi despoti coraggiosamente ed energicamente compiva la sua missione. L’argomento di analogia che dalla storia delia G-uaialia Nazionale italiana si volle trarre per vaticinaro come prossimo un idêntico fatto alia isti tuzione dei Giurati, non è argomento che corra. È il paragone tra il sonno e la morte. Ma non vedete (si aggiunge) i sintomi di noia . che si rivelano anche in onta delia Giuria? Tutti cercano di esentarsene: pretesti, impegni, raceo11 popolo Italiano ha un senso pratico squisi^ tissimo che lo distingue. Ci dicono çhe siamo fratelli coi nostri vicini di razza latina; ricamente vero. Ma se ciò è vero, e sarà stobisogna dire che somigliamo i nostri fralelli come Giacobbe somigliava Esaü. II popolo italiano fu entusiasta delia Guardia nazionale, quando sentiva il bisognodi resistere ai satelliti italiani o stranieri assoldati dai despoti. Allora non gli increscevano le escubie e le militari fatiche, e le spese di quella istitu zione. Oggi le suo condizioni sono mutate: il suo buon senso gli ha detto che la Guardia Nazionale non ha piü utilita attuale per liii, e che rimane buona soltanto e per la pompa delle processioni: oggi piü non no cura. Ma perchè sento ciò? Perchè ha fede in un Príncipe piu liberale di tutti i liberali di Europa: perchè ha fede nelle viiiu dei nostro esercito, e perchè sente che quel Pnncipe e qiieiresercito dopo essere stati co proprio sangue, con la própria fermezza, e con le proprie fatiche, gli edificatori delle nostre libortft e giudiziosamente non è a temersl davvero che molirle. E Inn vogliano degamente conserverà quesa fede il popolo Italiano, finchè i siioi doslini mano dclla 3 Garrara — Parte generalc-^ Vol. III. saranno m se nn generosa Casa di Savoia! Ma u J
1 — 34 — — 35 — Che se vi è asseverazione denudata di ogni fondamento di verità e contradetta dalla storia, tale è qiiella che 1’applicazione delia ieorica dei contrapesi alia giustizia penale sia un ritrovato dei liberalismo moderno. Falso, falsissimo è questo asserto; e bisogna cancellare la storia di tutti i popoli per darvi fede. lo non voglio risalire ai giudici d’Israele, nè agli Eliasti di Grécia. Ma chi ignora le sedizioni dei popolo Romano per sostituire la sortiiio alia ediiio, e per ottenere un con trapeso alie esorbitanti potestà dei patrizi nella amministrazione delia giustizia? Chi ignora le lun* ghissime e sanguinose lotte dei medio evo per le questioni giurisdizionali ? Chi ignora Io alternarsi dei BaU, delle Assise, dei Parlamenti, degli Scabini, dei Notabili? Variò natnralmente robiettivo deirantagonisrno desiderato dai popoli nelle opere di giustizia; variò secondochè oscillava il pericolo che i diritti degli individui si soverchiassero da una potestà oppure da un’altra. Ma ü desiderio deirantagonisrno, ossia il sistema dei conirapesi, fu anche nelF esercizio delia giustizia una aspirazione perpetua istintiva e razionalissiraa di tutti i popoli in tutti i tempi . Ne variò Tobiettivo a seconda dei variare dei bisogni; ma 1’idea fu sem pre quella. Ora si cercò nella giustizia ecclesiastica il contrapeso alia giustizia dei Sovrani; ora nella giustizia dei Re e dei suoi aiuti si cercò il con trapeso alia prepotente giustizia dei Baroni. Ora nella giustizia dei comuni e dei loro prudenti si cercò il contrapeso alia giustizia e dei Baroni mandazioni pur di sottrarsi a quel carico. E non somministra ciò una prova che il popolo non la vuole? Ma anche questo è un argomento sofistico. La natura fisica soverchia spesso la natura morale deli uomo. E arentre 1’ Essere intelligente cosa come desideratissima, talvolta 1 Essere materiale si ribella per ripugnanza alle fatiche che sono agogna una occorrenti onde soddisfare quel desiderio. Perchè il figlio dei vostro colono . pretesti onde sottrarsi qualche ora dei giorno alle fatiche dei campo, direste voi che quel giovine rebbe che il padre lasciasse il cerca vorcampo senza cultura, 0 ne facesse donativo al vicino? Quanti giovani che per desio di vita sbrigliata 0 per vani timori. sono 1 0 perigna- , ® brama di sollazzi, studiano tutti i modi di sottrarsi alia Leva militare? Certo sono moltissimi: via, ^ e forse troppi. Ora che direste se io vi facessi questa argomentazione? Vedete quanto numero di giovani per tutta Itali cerchi esimersi dal servizio militare. Questo lissimo segno che gl Italiani si sono disingannati dalla prestigiosa idea di un esercito italiano che laccia contrapeso agli eserciti di Prancia, gna. Qiiesto è chiarissimo segno che il popolo ita liano tornerebbe volentieri a consegnaro la guardia delle sue Cttà ai famosi ausiliari od ai generosi alleati. Che direste voi di questo ragionainento? Eppure essa è precisamente la fatto dalla quale si deduce la sognata antipatta degh Itaham contro i Giurati, e la vicina morte cti questa istituzione fra noi. a è chiae Lamaosservazione di i
■ A 1 ●-V1 — 37 - sequenziali al magistrato cittadino. Troppo di vita per altro consumai nelle palestre forensi per dimenlicare i pericoli dei giudice salariato, senza alcun freno tranne gli ordini dei Gorerno. E poichè gli errori giudiciari sono comuni a tutti i sistemi (e lo dimostra la storia) ed anzi inevitabili in ogni umano ordinamento, io mi feci sempre scrupolo di elevare spine nel viaggio che doveva correre la Giurla in Italia, per non dare armi alia guerra política. Io sperai e spero che la istituzione possa prosperare e incarnarsi in Italia, e vivere secoli passando ai posteri quale costume nazionale, come fu degli Scabini in Germania; dando al tempo stesso buon servigio alla giustizia penale, ed educando il popolo al governo di sè medesirao, che ò la ultima formula delia libertà. Ma quando ai presagi maligni dovessero fatal mente rispondere gli eventi: e le riforrne tentate, e le successive che si desiderano, non bastassero a darei col mezzo dei Giurati una giustizia che tranquillizzasse al tempo stesso la società e la innocenza, non sognino i nostri critici che il popolo Italiano si dichiarasse disiiigannato dalla teórica dei contrapesi. I liberali capitaneranno il popolo Italiano per al tro vic, rna sempre sotto questa bandiera, per condurlo a togliere Tamniinistrazione delia giustizia penale dalla autocrazia governativa. Questo è vaticinio che non menlisce. E solo mi resta a dire quando sia, e coma sia, che debba V Italia cercare per la tutela dei diritti degli individui - 36 — € dei Re. Ciò è questione di forma, di modi, e di tempi. Ma V idea cardinale di im equilíbrio nelle potestà giudiciarie è passata di cuore in cuore per trenta e piü secoli, di generazione in gerierazione come un desiderio vivíssimo istintivamente sentito, e come una necessária e razionale protezione dei diritto. E falsissimo che il principio dei contrapeso nell’amministrazione delia giustizia sia un ritrovato moderno. Esso è antico quanto la civiltà. Ne può essere variata la forma sua; e la forma si discuta liberamente secondo i criteri delia migliore utilità, costumi delle genti, Ma non si rinneghi il prin cipio con iperboli meramente fantastiche. Non è per questa via che seriamente si possa giungere a demolire una istituzione cotanto antica, e che piü o meno lia sempre funzionato nei liberi reggimenti. Per demoliría bisogna giungere a dimostrare che con lei è impossibilo ottenere giusti zia e tutela degli onesti contro i colpevoli. Quando avrete dimostrato ciò, gridate pure abbasso i Giu rati, ed io sarò il primo ad iinirmi Ma questa prova non Tavete ancor fatta, ed è arbitrário, figlio di una cieca passiono, il sarcasmo col quale si ò vaticinato che il tentativo di riforrne ultimamente con trepidantemanosperimentatonelle Aule legislativo non servirá che a trascinare in lungo anche per poco i Giurati ed Tuniversale disinganno. Io certamente mai appartenni alla classe di quelli esaltati che si nascondono i e convenienza relativa ai con voi. a completaro difetti giuridici con-
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