CODIC ALIANO 1? u u Dl PROCEDURA CIVILE JLLUSTRATO dai.i.’avvocato EMANÜELE OUZZElil t SECONDA EDIZIONE correita e ania^Diala, coateneste la coiiezioae conipieia delia gíDrispradeoza a tatto il 1881. YOLÜ31E SETTDIO VERONA DüNATO TEDESCIII E EÍGLIO EDITOIU 1890.
^M/nm CODlCE Dl PRÜCEDDRA (IIY jjjj :í.<jdk. DEL fçgg REGNO D’ ITALIA « LIBRO SECONDO Dell* esecuzione forzata delle seuteiize, dellc ordinanzc (legli atti riceTiiti da uii uf/iciíile pubblico. > e TITOLO I. REGOLE GENERALl SULL’ESECUZIONE FORZATA. t proprietà letteraria. Art. 207G, 2081 c. c, 553. L’esecu‘ü:ione forzata non può aver Iiiogo clie in vírtii di iin titolo cseciitivo. 554. Sono titoU eseculivi : I. Le sentenze; QuoUe proniinziate dalla Corte rU cassazione sono titoU eseculivi pel pagamento delle spese e delle indennità liquidate in esse, oítre le spese delle sentenze medesime e delia loro notificazione. 2. Le ordinanze e gli atti, ai quali sia dalla legge attribuito il carattere esecutivo; 3. Gli atti contrattuali ricevuti da notaro o da altro ufficiale pubblíco autorizzato a riceverli.' Art. 7. 21, K), 182, 2tó, 251. 267, 288, 321, 323, 327. 329, 377, 379, 38S, 657, 717, 7S) C. p.c.; 1315,1318, 1350,1351,1970, 1975 c. c.; 3(fâ30S reg. giud. Azio7ie ordinaria 11 — Cessione I, 9, 13, M — Coixdanna suhordinala 3, 28 — Debilt raleali 18 — Doixazione 7 — Eredi 25 — Fideiussionc 17 — Obblignzionc di fare 15, 10, 23, 24 — Prova dei pagafiienli 27 — Senlc7iza di gradiiazione 20 — Senlenza peUso delia Senlenza slraniera 4 — Socielà 8, 22 — Icsiamexxlo 21 nale 10 — fo7'za 2, 19. 1. 11 cessionário di uii credilo portalo da íilolo esecutivo non può ingiungore al debitore il pnga* mento e procederc ín via esceutiva contro il niedesinio, senza nolificargli I alto di cessione. A tale notificazione non suppliscc Ia semplice produzione di deito aíto e Ia sua comunicazione fatta nel giudizio esecutivo, — App. Casale, 14 luglio 1863, Capitolo di Casalc c. ífaestri, Giuxdspr. C.,\, Verona, 1809 ~ Stau. Tir. G- ClVELLl.
7 nEGOLE GENEtlALt SÜLL* ESECÜZIONE FOGZATA [Aí'í. 55 i] G [Art. Linno ti tiTOLO I 13. II lilolo pscctilivo conlro il debilore deve rilenersl nelTallo originário coslUulivo dei credito c dül qualc pninno !'obblignzionc di cui rlcbirdesi 1’aileinpimrntti. Perciò il cessionário, o chi è sijrrngato al creditorc per forza di leggc o di convcnzioiiP, onde procederc in via eseciitiva lia d’iiopo di riveslirc l’alto di cessione delia formota cseculiva e di fare conlcmporanca notiíicazione clift tale cessione fosse già avvenula in preoedenza, se Ia rondizione dei cessionário o dei surrogato avesse aviilo da parlo dei debilore aecetlazione o riconosciinenlo. — App.Vonezia, liaprile ÍSTÍ, Cajiodilisla c. Consorzio nazionalc, Mon. GUid., Ill, 3S0. 14. È niillo il preccUo fallo airappoegio di un lilolo esceulivo clie c a favorc di persone díverse (lel precetlanle, se quesli, con docnmenti complcniontari, non glustificò II Irapasso in sò dei credilo. — Nelia spocie, se avvennc mulazionc nella persona dei creditorc, come per cessione o riniincia, tanto pi« SC il cedcnlc o rimincianle sia defunio, è nullo il preceito basato unicamente alia senlenza di pagamento otteniila dali'originário credilorc. —App. Venezia, 18 sellcmbre 1874, Boinbleri c. Caion, Giorn. Trib., III, 1283. 18. Non lianno cfficacia nicuna di titolo esceulivo, iiel sonso di legge, se non le scnlenze cl»e contongono un’esplicila condanna o al pagamento di una somnia, o al rilascío di un imniobile. — Cass. Torino, 14 seltembre 1870, Ghigliolli c. Dclucchi, Mon. Trib., 1876,1203; Leggp, 1877,1, 174. 10. Le pronunele giudiziali che obbligano alia preslazione di un fntlo personalo c limitalo, c reslringono le volonlh allrui, sono litoli cseculivi, e possono quindi farsi eseguire con lutti í inczzi coallivi. — App. Porugia, 22 marzo 1877, Rossel c. Rosscl, Ann., 1877, 187. 17. È millo il preceito clie si fonda sopra una senlenza che non costiluisce titolo eseculivo contro il fideiussorc, quantiiiique nci riguardi di quesfuilimo siasi riscrvala airallorc, in difello di paga mento per parte dei debilore principalc, Ia íacnilh di poter procederc all’esccuzionc dogli immobili dei ruleiiissorç. — App. Yenezia, 10 agoslo 1877, Tosio c. Peroli, Temi V„ 1877, 420. 18. Le scnlenzo dicliiaralivo di un debito pagabile a lermini periodici succcssivi lianno forza di titolo esceulivo senza bisogno di espllcila condanna dei debilore per ogni scadenza di pagamento. — App. Casale, 14 dicembre 1877,’Cnccco c. Cova, Ann., 1878, 297. 19. La senlenza clio in una controvérsia ffa coniugl contenga rallribuzlone dcl íigllo od uno di essi può osserc niandala ad esreuzione anebe coll’ inlervento delia forza contro iU coniuge presso il qualc si trova il figlio c clie si opponga al rilascio. insorgendo però il figlio slessò e rifiutnndo di eseguire volonlarianionto la senlenza, quesla non può esser niandala ad esecuzionc conlro di lui senza 1'íntervenlo dol presidente. — Cass. Roma, 10 aprilç 1878, ludo ín Rosscl, Foro, 1878, 820. 20. Un lilolo esceulivo noii può Irovare oslacolo alia sua cfficacia nella circoslanza clie esso non contenga Ia prova di un fallo compiulost dopo la sua erezionc e indispensabile aireíficncia medesima, üve il fallo non consista in im avveniincnlo ostranco alia volonlò dello parti, ma sempliccmenle in un non fallo di una di queste. — Cass. Torlno, 27 dicembre 1878, Garbaccio c. Cassa Risp. Bíeila, Mcc., XXXI, 197. 21, II testamento (compreso Tolografo deposilato presso un nolaio) non è titolo eseculivo. — App. Napoli, 31 dicembre 1878, De .Majo u(rin<}ni>, d?iH. 1870, 40. Cüdolago c Badano, Dellini, XXIII, 742; App. Torino, 10 dicembre 18/0, Pederman c. Todros, Giurispr. T., YIII, Íí* -noglié deve essere condannala a riuiiirsi casa conintra^I ' forza per coslríngoro Ia moglie a rilornarc nella -vrr; 7s.ro.ra!wcr^T«s,^r '' “r"'.'" vcrb»l. di giunn,c„.o che |,er dovrá «n iunlum sil ~ Cm Torinn” “ccuziouc Ia qucslioM dalla Ifgge' dlnuogoTove “'''''i"' >*' eiudicali cslcri non si può |irocederc clie collc f.innc velule loria defe clerHa s'iza | >''■ nvcslirsi delia for,nula esceüculivo incoato airestero in base a^^d n""'' e non già un alto dcl procedimento eseÈ Itígalo I’ 130. non App. esecuzionc forzala iii ' ●●ilasciava dei pagherò "a ogni mora; è mcslicri somnie pagalc. in virlíi di un lilolo esceulivo, sc in esso siasi dicbiaralo ner ,1./ pagamcnlo di Inluno di essi decadev» . a eui r d ’ '«'■ conipralori di soadisfarclieío^M**^ Pfczzo m un alto di veiiilila con 1’espressa obUIiga^ion*! quanto gli fu d,iegaio üucorchè ckIí n ' contralto per il conseguimc"l° C., II, '-‘tervenulo nell'aUo. - App. Calania, 13 april« l809, mnnila ddia formula eseeuUva. I notaro, ma non accompagnalo uè sn«i»^ dunazione, fallo con I’ 17 sellcmbre 18C9, Trcccbfc. TroccUi, [jj ‘^«''«lario. - App. BresC > cilatn non coslituisce molTapr'* sociclà in al giudizio, quando spccialmenle non ■ ®^‘’<íuUvamDnlc conlro «n socio ' delta di lui obbligozir alcuna sulla natura delia soc>e' ~ di cm cIlC C. Al Icrzo, dei ente 8. Una senlenza declaralori dcl suo cuti'''’ cessionário il vantaggio dei titolo ese icembre 1872, Anzalone c. Villarnel. — dei 22. La sentenza ollenula conlro uno dei soei di una socielà in nome collellivo od in aceomandita, la cui rappresenlanza sia per contralto affidíita cuimilalivamente a piu soei, non è titolo ese culivo conlro la sociclà. ●— App. Gênova, 28 aprile 1879, Ditla Loilola Ebcrle c. Weiss, Foro, 1880, 627. 23. La senlenza clie dà alto ad lina delle parli delia diobiarazinnc delPaltra di essere disposta iradiirre in oitbligazione perfeita quella £C0 10. La Senlenza esecuzionc per la Filangeri c. ftlonacò, II. II credilore PronunciatadalIaCorlc d’A«i, ● . ^ dafs* pena pecuniarla e ner i ,« <^00111018010 dciraccusalo ô lilolo cui pd -o ’-^SSe. XIV, ics! "‘'"●«i- - App. Nnpoli, i'2 fobbrai» 1»’ ● J; Ul.,„ le ecccsioni ds| dcbiiin; l'le üg,re csccuUva,„,„,„ e Cicambclli c. Cl.its, a a compiere nn fallo per riparare a lamenlali danni, vale a dirliiarnzione, e dà dirillo alia cniilroparlo di invocaro 1'arl. 1220 C. c. quando quella obbligazione — Cass. Torino, 10 marzo 1880, Mastiala c. neniarchi, Giurispr. 7., libfl' ramonle la conlestozione può nella pendenza Uclla 19 marzo 1873, Corsini 12. È un valido titolo rílascíala da oilato dal debilore in via ordinaria, accetl* slesso proposle conlro il lilolo prcdello, per il credito da esso dipendenle. "* ApP* ’ VII 172 unilalerale do”" allro'* f‘ P'‘‘='=«“o ! ’ PP* '^ídaiio, 28 agoslo 1873, Gabaglio cA' flOU non venga' adempiula. XVII, 800. 24. Trallandosi di obliligazione dl fare, il procedimento giudiziale è esaurílo colla senlenza che ' diebiara lenula la parte alia preslazione dei fatio. * LuCf®’
[ArL 55/iJ 0 8 nEGOLE GENEHAU SULL ESECUZIONE FOnZATA {Art. 55 i] LlDno II TITOLO I fiillo (Invnnli nl piiidice concílialore por snmnia clio iion opcoila Ic lire 100 (iirt. I2 InpjíR IHl)2); rnllo ili solloinissioiifi n cnuzinno giiisla l’art. 329; il iiiiindal» (li piigíimonlo c In iioln di collocn* /iono clic cliíudiiiio í pniCiMlimontí d'osecu7.ioiic inoldlitiro o imiuoliiliaro (arl. (594.0 717). 7. Siilln qiipsliniifi se i vcrbiili di conciliazloiic fnlli dínnnzí iil |irclot'(( slaiio [iloli pscculivi vcdi il conmicnlo alCiirt. 417 n'i(a 9. 8. I^iicliò íl II. 3 di qiiosL’arliciilo parla iii nlli ricfíDUti da iinlaio c oíuè di alli publilici, nnn pii(') p.ssorví comproso il tcslampiilu spgrolo, aiiolip SP. nlografi), pprchô íl nolaio nnn fa fede dcl ponlcinild delia oedoln iPSlnitiPiilaria. E iiomineno puu rileticrsi liPilo cscciilivo il leslampiilo piilddioo, jiprciic iimi ò aHo conlrallualfí. — Coiif.; iMiiUírolu, Ti\. V, n. SCO; Caborlollo, ii; 30 ; Co.siirco-Cniisolii, n. 24; .Mniifrcdini, n. 20. 9. Ún allro libdo pscciitiví) si .è nggiunlo *a qiielli POiU('iii|ii;ili dnl n. 2 di r{iK‘.sl<i arlícnlo, p('r elTelto delia leggp 24 dicenibro l«90, oolla i][i!ilo si è dispnsli) che il luralorp, nel teriníiic .slnbililo (iniln leggp, dnlla consiiclmlíiie lücaiu o dal contraüo, pm'i far noliíicnro nl cnmiuUnrc Ia liceiiza ppr (iiula locazioiip, cilnmiolo ppr Ia sua cimvalídazíonp, si slalnl) rauloridi giiidizinría cniiipplontp p(l il torminc per cnniparírc diiiaiizi idia iiiedpsima, o si prcscrisso clio, imn cnmpa* roíidi) il cniivoiiulo ncl lerminc íissalngli o non facendo nppnsizioiip, seldipiie pomparisca, Ia liccnza aviii, si’ii/.’ulli'(), íorza di lilolo csoculiv», c clio a tal' iiiipo il giiidico coiiipplpiilc, coii ordiiiniiza slosa iii calco nila pi(nziünp,nrdíiiprà al canccilicrc di npporro sulla liconza Ia farnmla cscculiva. Ui. 1/e.socnlorielà deli’alio [mblilico conlrattiialo si pslcndc iiccp.ssariatnenle n ItiUo íl cTodilo contciiiplatoví, o qiiíndí lauto al rnpílalc como agli iiileressi convciiiili c scadiili, o porciò noti si pii() íuvocarc por gli íiilerossi niunilori iion palluiii, porclti'! iioii dipcmloiin dírellaiDcnlo dal coiitr.iUo, iiin dal (alto sucr.ossivo delia mora, — Couf.: .Mallirolii, 7V\, V, n. 2TI ; CaberloUo o lleUori, DrWcscciizioue sui beni uiobili; Uargiulo, suirarl. 994. I I. Lc soiilciizi! diphiaralivo di im debito pa* gabílo a lormiui |)<'riodiei succcssívi cosliluiscuiio lilolo pseciilivu senz'iiopu di psplicila coiidaiiiia dd (lobiluro por ogni scadenza di pagamento. B La formale comianna, ossorva la Corte d’Appoliu di Casalc iidia seiilcnza 14 dícembre 1877, 0 s(du cuiiraccnte |icr lu soinnic già rese esigibili, il cui esborso debba porciò ossere, ininie* dialo. Lc spnleiizo dicliiarative di mi debito pagabile in periodi siiccessivi rpslaiio assimilate agli alli ooiilratluali, puro qnaliíicali lilüli e.scculivi dio piirlaiiu oltldigazioni da (‘Scgiiir.si segiiilo a lempi delpriiiinali, pel cui oirello sardibe aiSiirdo volnre una condanna giudirinianc pspgiiibilc percliò fapppllo uou lia cfTelto sosppiisivo (arl. 499 C. p. c.); Clic lc spulcnzo relalivc a cniilrovprsic di valoro siippriori a lirc liO psspndo apppilabili iion .sono pspculive se il coucillalorc iinn le alibia dicliinrate lali prnvvisoriainoiitp, p salvo al prrlorp (li nrdiiiarp Ia snspp.iisiouo d('Il'pscPiizionR diolro roclanio dpirapppllanlo ínrl. 17 loggo 1892). 4. ppr r apidicabilílà doilo norme deli’pspciiziono forzata C(]iivipno iuoltrc iivcr rigtiardo nlroggcllo (IpI gilidicnio, |míobè sono litrdí p.spcutívi sollanto Io spntciizc che condannano id pagamento di nn debito, uvvor» alia conspgna di una cosa nioiiile o al rilascio di iin immoliilo. Lc (ieltc norme, ciop, coiicpriiono Ia espcuzione dello «bldigazioni (fi dure, ma non si oslendono nnelifi nllo obblignzioni cU fure. Già dai Verbali delia Cnmmissiono legisla tiva (n. 10 (Icl 2 magpio 1803) risiilla elic nnii si ò rileinito pomenicntc regolaro rcspcnziuiie forzata delle seiilenze ordinaiiU una posinizimic 0(1 allra opera. Infatli verniia delle (lis[)nsizi(ini (legli.arl. 977, 099, 74t e 791, cbe rigiiardann r inlimaziono cbc devo cnnlenere il preceito saconilo il diverso scopo deiresccnzione, .si atlaglia oirobbligiizionc di fare, nc poleva allagliarvisi pprelií! ?;píHO í7f/ fiiclum precise coyi polest, 0 resecuzionc di cotesla obbligaziono non piiò formar tema di vera esccuzioiie forzaia, delia qualc s’occiipa qiieslo liliro dei Codicc. Como osservfi Ia Cnssazinnn di Toriiio, o íl de* bitoro è eondaimalo al risarcimeido dcl danno, ed il debito .si ronverlo in una obbligazionc di dare, od il rreditore íi nulorizzato nd osegiiiro egii stesso il fatio clio è l’oggello deirobbligaziono n .spe.se dei debiloro (arl. 1220 C. c.), (^d allora lia bensi liiogo itideseeiizione, ma elic mm eado .sui beni uÍ! sulla persoiia dcl debilure, o clio perciò (lun va compresa nelia esecuzioiin forzala regolata dn qiie.slo Códice. — (5oní.: Malliidlo, Tr., N', n. 2ü(i; CaberloUo, n. 14; Manfrcdini, JJc/l‘csc~ cuziotifí forztiln, p. 13; Cesaroo-Consolo, Traitalo dcliespropriazioue, n. 0. í)a ciò deriva : Cbc se la seiileiiza abbia condannalo lalnno ad p.segiiirc una dala oper.i, la cnnlr<>parlc non ò aulorizzatn ad esegiiirla essa so i'anlorizzazionc non le sia slala nelia .«enlcnza medesima espressamente accordala; — Clie se lalc faeollà si leggo ncl gimlícalo, sebbetie quesln abbia dicliianilo clin Í’csceuzionc possa farsi a spese delia parle condannala, lullavia la jiarle vincenfe, per rícliicderc il rimborso delia sfiesa sostenula dovrn jiroporrc la relativa domanda con nnovo giudizio; — Clio per eseguire la stmlenza in qiipsto caso non è da nolillearsí il precetlo a sensí dcirart. 741, ma basta la mitiíicazione delia sola senlonza nelle forme slabílilo diill’nrl. 902, p l’cseciizioii(( resta abbamluiiala al eredilorc solto la sua responsabililà. — Conf.; Cubcrlollo, n. 19, 8. Ordmanzft alie (jnali la leggc aUrilmiscc forza c.seculiva sono specialmenlc r|iielle menzio* nato negü arlicoli 182, 249, 291, 207, 288, 321, '323, 327, 377, 379, 388 C. i). c., :iU2 dei reg. gen. giud. 6. Alli avenli caraltere eseculivn sarebbero, ad cscnipíü: il processo vcrbalo di conciliaziono Per 1 csecuzione forzala deirobbligaziono di faro non è slabililo dalia leggc veruno spccialc procedimento; essa ò rimossa ad libilum de! eredilorc e solto la Lsegudasi dal credilore u spc.s(j dcl debiloro !’obbligazionc üi fare, lagnar.ii di eccesso neircseouzionc c nelia spesa, ncppure gencricarnenlo ralíegalo * Peilico, Giurispr. T., XVII, 397, cedere id esccIizllnÀ'' posseggono i| litolu csecnlivo, In base ilel qualo po.ssono pro' 1880, 9G4 “ App. .Messina, 23 ngo.sto 1880, GiaVisprif sua rc.spnnsal)ilílii. può qiicsl' ullinio c cliiedcre alPiiopo una porizia, so non sa negare — Cass. Torino, 17 marzo 1880, Poet e. Coiminc di Torro non cccesso so.Ulisr!uo'íolZLtò'"s.dh"l"®''-|‘’ g^-aíluazioiiQ non c lilolo e.sccu(ivo pel crcliloro non scopo di conseguire il rcsidn7n '"T’ ^ ‘itíl^ilore a nuova esceuzione, ricHo foro, mi m >8 1-Slio 1881, Cnlillo c. noceo, tiva, 0 cosliluisce lilolo csccíiiho'!!'!.'''' '' pnganienlo üi somma dclcrminala è si faccia riserva alia nnrto eonrli ^^‘'^nzionc per delta somma, ancorcliò con es®' Ticslo caso il debito iiorhtTdilh “ ‘ PCf l«Ua la somma è valido s-dv/ni ‘ « «I pignoramenio f-dl gameiili. ''' di giuslilicare in giudizio csecnlivo gli nsserti ,88,, Allcrcr,^";,: r'Ts™' MO 28. Una conda ' i fiicili 9 set' giudizio csccullvo se non con inczzi giuramenlo ilecísorio. — App. Torino, ™.erpa ,n '1^ 0 »im™o «ni.,.,p„,,„™ eror., XVI,, 480. J! IHoli, dai ●ovcnl"'' , yiod» eseguirsi contro consegna - a prcccUo per e.socnzioiie, senza la pi - Cass. Nnpolt, 21 Inglio 1882, Cagiano c niedcsinii. d7í'S,|í|;Jrn, ‘●'"'■"í civil,.. È «'d!!' o . ' l*' b>gCfi i ,r'íMv'? 8'^‘"'(.jir(cí ' lilüll) r - '“."■l '●●«u.riaiíli; iziniiOj concorre r ’ prpscriUe d.L' i didlo "* comamlo a. non pii(^ ossere Sr[i\nr''sée,,Lv?sIicomio‘'k^ semenzo. como apporir^;^! do ja inesuUa diziono dcl Coilii’0, sono lit<d. qiiello siilliinlo clie non sono j'“‘, pellabili nd oppnniliili, o furuiio dicbiaralc ' nnalinciie escciilorio m,n osbinto opP'’’".^'?.'» di "ppollo, salvo il disposlo dall’iirl. 9Ül prucedura civilo, ,lt.| q„alo mi occuperò 1"» 3^ f P'iro 1’iipplicazione degli ífL ^ 7^’ 818. nonchò dcgli «i-l788 tM Cüdiec slesso. «.H 1 , lY ll'8nanJü allc senlenzo dei ooiic ' dnlle d.spo.sizioni delia leggc 10 risulta . *^0» qnello dcl presente CO nni -^^nlonzfi (lei enneiliatori ei guuiizi in conlradiliUorio 0 lo conl»" ' ni/Pondiili, so b, dnmamia non ccce<t'. n„,.n*8> sono e.seculivo duo giorni doi”^ ftnnn ° Sonlenzn conhimaciali sogg<^ |^„o esceulivi sollaiitn siniift Vi per 1'opiiosizioim 0 confermatc nnl giudizio d’oppo>*'' inri. 479, 477 C. p. c.); bile n'‘“odo ’la senlenza sia «Pl > i^allandosi di questiono di coinpclnn^ > "'|.[''obi!iare, anclio *'oquo lilolo , i««rc il debiccdilorc i iii,.z2i pcrmetip. laidice qncllii p1. cscnitivo lofp, - di coazioiic clui Cnd. sardo V dicesi in P*’! 'imiti delin r nvcslirlo dello P- I. u. CLX!) . rale qiiellu sua giurisilizioiie forme esteriori 1 assienrnrno l’avilcnlicili‘ ZH>«c eho vi si eonlic,,; i Ln forza eseculiva cbc agli atli cbc cmanano diroMr"''? zmli piibblici, e,l è porciò "f*'- dalia relnziono dcl CiLdnsP-il j aUnbiiilo il caraltere di liini/T '* ‘'l’» "on fn liini privale riconosciiile di iuiK'*''r üiielie per Io serillure. priv Vc ^ '‘'‘'n gmdizio. - Conf.: Denuirta spropy contro il c/eòflo"e' „ 7 ‘"Jl tf., vooc Gseemione oc:J' ^'‘'''“'●loiio, rcuo, /.Vii/., II, n. 1014 ' Sa¬ la ^uale, gíusil"* l^rrt.Sdír CoV\-”"'*‘‘"'‘'' ' dl coiiiin., igam ineongruo 0 , ziale in ogni singola scadenza di lerminc al pa- - Conf.: Ucllori, 11. 02. che cumianiia la moglie a riu- |e gamcnin b. 12 i.a .sontenzii nlr.si al manto è t'Iol« C'jeciilivo cosí da permolIcrc' eiintro di essa Pu-so delia pubblicu forza? {Ili auiori ris|)omlüiii) in senso negativa affermando cbc il Códice civilc italiano col disposto deirail. 133 ba volulo dccidcrc la questiono l.iriJ la ad [0 d"»'!: i7.iüU‘^ llS' ess® i
[Árl. 55 i] 11 nEGOLE GENERAtl BELL* ESECÜZiONE FORZATA 10 [Art. 554] LIBRO II — TlTOLO 1 nella Rassegna di Dir. comm., III, p. b3, e Scevolii, Comm. al Cod. di comm., ed. Unionc lípografíca, Delia Cnmbiale, p. li D(!-llossi {Annuario di P. C., IV', p. 261) crcdfi clio reseciizioiie forzala noQ cosliluisca clie un modo di esercizio dcll’azioiie cambiaria, c clie perciò sia da applicarsi l’art. ti8 Cod. comm. e cioè da rilenere ehc la cambiule eslera, pagabile in llalia, cosliluisce un litolo eseculivo senz’uopo dcl gludiziu di dclibazione. E tale è pure Tinscgiiamenlo dei Siipino {U Cod. di comm., Delia cambialc, p. 394), dul Morlara {Manuale delia P. C., n. 704), dei Maiifredini (op. cit. n. 28) e dei Caberlolto (op. cil., n. 62 e seg.). II Cesareo-Coiisolo (op. cil., n. 32 e seg.) esclude clie Ia questione possa risolversi iii base alTarl. 68 Cod. comm. perchè il carallcre eseciilivo delia caiiibiale, la sua forza esecutiva, noii si riferiscono àlla forma degli alli da íarsi per r esercizio e Ia conscrvazione dei dirilto, come nel caso dol protesto e delia notifica degli atti a coobbligali. Opina iiivcce clie debba servir di norma il disposto dalfarl. 9 dcl Titoio prel. dei Cod. civ. e clic perciò gli eífelli deliu cambialc Iratta aH’eslero e aceetlala e girala in llalia (senza dislinzione se racccllazione o la girala siano avvenule in llalia o no) debbano esscre retli dalla iegge italiana o dalla slranlcra secondo il deito arlicolo, il quale iion può nella applicazionc Irovare uUro limile clie quelto apposlovi dall’art. 12. Lc cambiali creale aH’eslero, ma i ciii cfFctli, giusla i’arl. 9, sono retli dallu Iegge italiana, percliè i contraenti sono italiani o le |iarli intesero riferirsi alta logge italiana, devoiio essere riguar* date nè piú nè meno come se íossero creale in llalia, quale consegucnza lógica deirestralerritorialità delia Iegge, e perciò è assurdo parlare di _ exegualuv per cotcstc cambiali. Le cambiali iiivcce ctie, secondo Tarl. 9 slcsso, vanno rcgolale dalla Iegge slraniera non poimo valere come liloti escciilivi nel Regno perclic non conlemplale dalle lassalive disposizioai clie delerminano i litoli eseculivi proveuienii dall’estero da soUoporsi a , giudiziü di delibazione. 11 Mallirolo {Tr., V, n. 328 seg.) nega 1’applicabililà dclfarl. Ü8 dei Cod. di comm. per le ragioni già addolle dal Piccarolo, dal Boluffio e dugli allr' scriUori suiinominati, ed assodalo cLe nc! caso si Iralla di un vero e proprio cirello delrobbligazione, rilieiio clie la regola di dirjlto inlernazionale privalo, sancila dalle iioslre leggi, clie governa colale elFcUo, si trova nell ultmia parle dell’art. 9 Tit. prel. dei Cod. civ. In ai>‘ plicazione cli qucsla regola insegna: rt) clie lobblígaziütie cambiaria, eseguibile in llalia, ma conlralta al!’estero íra dúe stranien, 0 fi'a uno slraniero e un ilaliano, è regolala dalla Iegge dül luogo in cui venne assunta, e percio .-,v quesla Iegge, al pari delia noslra, riconosccya nella cambialo VeffeUo di lilolo esccativo, anclie llalia la Icltera di cambio dovrebbe dirsi suinvecc se non lc un altro ilaliano, di effello cambiario enicsso c pagabile aircslero, allribnisrc al giratario clie csercili Tazione di regre.sso conlrn il girnnle, la prorogaliva ili lilolo eseculivo anclie quando tale prorogaliva non sia concossa dalla Iegge dei luogo di emissione. La slessa Corte Suprema di Firenze poi (decisioni 2 giiignf) 1809 in cansa Landino c, Lanas, Ann., XXIV, 381 c 8 ajirile 1896 in causa Arnould c. Fiorenlini {Temi V., 1896, 241) sanei clie una cambialc tralla alFeslero, aceetlala in llaija e pagabile ali’eslero, lia forza esecutiva in llalia. E lo slesso principio scgui-la Corle di Gê nova nel 20 niarzo 1884 in causa Econpmoc. Cosana {Eco giur. comm., VIII, 1(i8)cadüllò pure Ia Corte d’Appello di Napoli anclie nel caso clie la canibiale abbía i solí requísilí slabilílí dalla Iegge dei luogo di emissione (senl. M maggio 1891 in causa llandiock c. Marolta, Filangieri, 1891, 2, 478). Invecc Ia iiiíluenza esclusiva delia Iegge dei luogo di emissione fu rilenula dalla Corte di Casale nella senlenza 9 niarzo 1888 in causa Froussard c. Provigliano Cas., 1888, 146). E i’e8eciiloriolà delia cambialc se pagabile in llalia, nnclfc senza il giiidizio di dclibazione, ●fu dicliiarala dalla Corte di Gênova lu-lla senlenza lü apriic 1886 in causa Zenoglio c. Piazzi (.1/o/í. Trib., 1880, 697). Passando ad esporre suecinlamenle l’opinione degli scriltori: il Piccarolo annolando le due seiilenzc succilute nella Giarispnidenza, da lui direita, ritionc che le cambiali emesse al1’eslcro non pos.sano niai avere forza esecutiva in llalia ancorciiè la Iegge dei luogo in cui furono Iralle allribuisca loro tale forza; crede iiiapplicabili íilla qnesliono 1‘arl. 68 dei Cod. comm. e 1’arl. 9 üel Tilolo prelim. dol Cod. civ. e concliiudc che la forza esecutiva in llalia di un alto eslcro mm può vciiire clie dalla Iegge italiana, quale ricoiiosce soltanlo la forza esecutiva alio senienze eslere ed agli alli unlentici esteri, Jirevio giudizio di delibazione, nc fra i liloli aulenlici possono annoverarsí ie cambiali. 11 üülafíio (nella Te7ni V., 1880, p. 01 e neir.íl;i7íM<zrío di Dir. Comm., III, p. 130, nonclic nel Cod. di conun. con\menlalo, ed. Te* desciii, I, p. 728) concorda col Piccarolo nel ritoncre clie resecuzione paralu è un effello derivaiile dallu cambialo, e non un mezzo processualc I*cr 1’esercizio delTazione cambiaria. E concludo che perctiò una cambiale abbia forza esceuliva in llalia oceorre clie 1’operazione cambiaria al cui ^PI“Jggio si procede (emissione, girala, avalio, acreiiazioiio) sia sorla in llalia e con lc forme delia l<?gge italiana, qualunque sia la nazionalità dei yoiilraenli; ojipure sia sorla aíl’eslcro fra due italiani, I quali, usando la 'forma cambiaria nazionale, liaiino espresso la volontà di assoggellare ancho la sostunza e gli effelli delia ioro obhligazione cambiaria alia Iegge italiana. Ed appunlo perciò osserva clie non c da parlarc di giudizio di delibazione, perciiè la cambialc falta alTestero va regolala dalla Iegge italiana per volonlà dei conIraenli itutiaiií. — Di avviso conforme sono; .M, V. neir.ílH?í;<ffno di P. C., XI, p. 232, Vita-Levi, i diballula in precocienza e non amnicUere altrí mpzzi di eoazione fiiori di quelli iniiireUi designali nello slesso arlicolo. Ed a parer mio qucsla soluzione si impone specialmcnlc per la considerazione clie l’u.so delia forza pubblica conlro la mogüe non polrebbe eonverlirsi in un sequestro pcrsonale e permanente di lei nella casa conjiigale e perciò non servirebbe come vero modo di esceuzione delia senleiiza, secondo il conlemilo di essa, ma tull’al piu come un espedienle indirello per leiilare di scemarc la rilutlanza delia ninglie. — Cnnf.; Paciílci-Mazzoni, I.-HU., 2* od., II, 201 ; Saredn, Tr. di D. C., I, 192; Hianchi, Corso di Cod. civ., 2* ed., V, p. 30; lluniva, Dir. delle person.e,1, p. 248; Borsari, Com?» Cod. civ., arl. 133, g 336; Pcscalore, 'La coaztone nella vila coyijugale — Giorn. delle {●W?, 1878, p. 103; Gianzana, Lo slraniero in ^ 3, IC9; Cliironi, Islit. di dir. civ., II, b 3p ; Fiore. Dir. inlern. priv., 3» cd., II, 698 ; Redaz. delia Temi F.,lll,p. 200 in nola; Deivincourt, II, p, 79; Diiraiilon, II, n. 440; DiiverToullier II, n. GIO ; Laurenl, Princ., III, ?■ ● l^aeiílci-Mazznni,/sííV., la cd., I, 360, p. 268; Dianclii, Corso, la cd., II, p. 5o2 seg.; Callaneo e Borda, Comm. Cod II. 109; Vazcille, II* m 291 ; Zocliariae, li. % 471; Toulelct Sulpicy, «rl. 214, n. 9-13; .Mareadé, I, ' ' Rau, IV, 119; Mourlon, 1 107. delle cambiali pagabili bcnsi in Italia, ina Iratle air eslcro. V’ lia clii rilicne elic la cambiale Iralla nj1’eslcro non possa mal avere in llalia cfficacia di lilolo eseculivo. I.a Co'rlc d’ Appcilo cii To* rino giuslilica cosí qucsla tesi nella sentenza 10 giiigim 1886 in cansa Grosso c. Ferraris [Giurispr. T., 1886, 24). « Allra cosa. diee la Corte, è V efficacia gitiridica dcl trallo, ed allra la forza eseciiliva che d contrallo possa avere. Sc 1’efficacia dipembe.sclusivaimmle dalla Iegge dei luogo in cui si fero la convenzionc, ia forza esecutiva invecc de\_e essere data, o dalla Iegge dcl luogo nel conlratlo si vuole eseguirc, o dal mngislralo deli slesso luogo che a ciò sia espressanieiito autonz zalo. Quindi il conlratlo, anclie quando fosse di pien dirilto escculorio secondo la Iegge dei iuog in cui fu stipuialo, non polrebbe avere la espcuzione parata in território .síranícro sciizla previa autorizzazione delFautorilà pubblica ● cui quesln território è soggolto. Onde se non p“ esser dubbio clie le cambiali traltc in eon le furmalUà proscritle dalle leggi sono valide in llalia, in quanto possono produ efretli giuridici, e servire di fondameiilo a un ■ zionc giuridica davanli i magislrali d’ medesime cambiali pero non può essere buita la forza esecutiva nel noslro State; I roecliè Ia logge italiana non la riconosce lo ' essendo Tart. 323 Cmi. comm. esclusivanie' applicabile alio. cambiali (ralto in llalia, ue e magislrato italiano è dalla Iegge aiitorizzaio ● . aceordare una lale forza esecutiva alie eslere, perchò gli art. 941 e 944 G. p- ^,r ineltono _s_oUanto la concessione deli' excq alie sentcíizc slraiiicre c agli atli autciilici Yuli in paese eslcro n. La slessa Corte di Toríno nella ■l I noveinbre 1886 ín causa Uicbeda c. n. 720 ; Aubry e 768; Deniolüinbo, IV, I 13. L uso delia forza pubblica 6 invoco ammosso nspello al figlio per i’esocuzione dei iirovvodiinonlo prosidonzialc aulorizzato dali’ árti co o 221 C. c., e ciò, sia percliè diversa è la nalura dei dinito .spoUanle al geiiiloro sopra la porsoiia dol figlio, in confronlo al dirillo p'h 'LI sia porche L f „ ir IHirainerile e scmplicemonte la l..colla noi pailre di ncorrere al prosideiUe dollimihm- " >1 íiglio nella casa senza li « diduararc, ma per ciò slesso d^s^nzin! "^'■ieilamenlo, i mezzi - vódi iv í'. sdoporabili aIFuopo. IRrV^ ■ ^ cd.; Gianzana, nella 3 cimIno sii \'T sentenza Id giiVno 1884 delia Cassazione di Napoli 14. Clome già avvorlii, ai liloli eseculivi conlempldli da queslo arlicolo, 1’arlicolo 323 dei Codice dl coinmercio aggiunse la cambiale - Q lanUinque il lcgi.<iialoro non abbia riconosciuto alia cambiale II caraiiere di lilolo esec íuò e CIO presumib.lmcnle perchò essa è «na scriUuía priydla), tuUavia ha dichiaral» che per 1’esercizio delia azione cambiaria, la cambialc ha gli elfclli dl lilolo eseculivo, e eiò basla perchò la cseculorielü sia pralicainenle aulorizzata como per gli atln liloli indicali nol presenle arlicolo quando 1 azione cambiaria sia slula conservala’ Dei easi poi nci quali lalc azione comnola, e di que ti mu quali si debba rilenere perdula non credo npportiino pariare qui, essendo matéria cbc piu spocialiiiontc si atliene al dirilto comtenzí» lülic sen Siiicns {Giurispr. T., 1886, p. 26) adoüò l’ principio dicliiarando clie «n ctfeUo ' in trallo ali’eslcro, ha virlu di coU' llalia dove ò pagabile, purchò risulti ...jessu» formilà alia logge dei luogo in cui è shjlo jjjgco* osservandü che il nogarlo cquivarrebbe .-i noscere la porlata e le conseguenze legislalore nella disposizione dell’arl- Tjijchc comm., col quale per le leiideiizc cosnioi ^|,g;il' dei commercio, fu e.s|)ressamenle sancitu .ppjja lorquaiido si Iralla di deciüere delia sus di un’()bbligazione commcrciale debbonu Ifi leggi e gli usi dei luogo in cui qucsla lu . a quando invece si tratla dei modo nu esocuzione debbono valere le leggi ^ g" luogo deir esecuzionc. . . dei^*’^ L però a nolarc che le due ,.^1)0 slessa Corle riferisconsi a casi diversi, l’“ ^ ^ ca"’' isiu dal vülul'^ Cod‘^‘^ sua se in sceUiva di un talo cíletto; — aceurda queslo effello, la cambiale non polra av iie! noslro lerrilorio il carallere di titolo esecu livo, a meno clic le parti contnieiili avessero espressamenle conveiiulo di attribuirglielo. prima riguarda una cambiale iralla ^ alVcslero, mcnlrc la seconda conconie /fítbiale Iralla ulPeslero, ma girala dí j,ni' La importanza dei luogo delia gb’" messa anclie dalla Corle tíuiirema di ‘ poicliè nella decisiune lOgennaio 1388 i ^jj) «orio c. Romagnoli (,1/o?í. Trib., ,|,jo ritcnnc che la girala falta in llalia, da ere luercialo. 16. Una sola questione che mi sembra neces sária di acceniiare c quella delia eseculoriclà
)[ 13 [^Art. 555J RECOLE GENERAL! DELL’ESECUZIONE FORZATA 12 [Art. 554] LIRRO II — TltOLO í delia espropriazione, p. 212 c gli autorí cilali allu Düla i aH’art. 19. Dtille eccczioni clie contro il litolo cscciilivo si possono inuovere nel giudizio d’ opposizione a preceito parlcrò nel comnienlo agli arlicoll S79 c OüO. livi iniziali dal crediíorc e cedenle, o preva* lendosi dcl lUolo esccutívo da questi ollenulo^ sem|irecliè, giusla il disposto dalTarl. 2082 Có dice civile, abbia prima nolificato al debilore Patío cli cessione in forma autentica. — Onif.: Caberlolto, ii, 139; Cesarco-Consolo, Trullalo (>) \icevorsa gli elfelli delV ohblignzionc cambiaria, che sia síala conlralla ãWeslero fra du.p ilaliam,,?onn relti dalla legge italiana, tranne il ca.so in cni i duo rnnlraenli abbi dimoslrato nna diversa volonlii; quindi Ia cambtale Iratta airestero da nri italiano a favore dl un ilaliano, avtà per costnro rcfTHlo di litolo eseculivo nel nostro território, sempre quando non risulli clie i delti conlraenti vollern regnlare gli eíTeUi deirobbligazione in base ad altra le^^e a quale, a differenza deli’ italiana, non ainnrcUc Ic cambiali fra i lUoli esoculivi. Lo slesso ilhislrc scriltore facendo omag^^io M pnnc.pio cl.epel primo ba svollo T esbnio Holafl.0, c.oe cl.c una sola canibiale con.prende vanc 0 d.slinfc contrallazioni e tiloli, come le accellaz.oni e le girate, ciaseunn dei qnali eoslitmsce un obbl.gazmne cambiaria anlonoma írílhí «bbligazioni indipondenli vanno regolate dalla legge nostra, se qui si esplicarono airaeTln '' sij-ivolgl, in Halia’ aii aceellanlc n al giranle valersi delParl. 323 Cod. In qiipslo seeondo oulivo, ailro soslanzialmeiitc non dispose sc non clie, in vore clie mcdianle la citazione, 1’nzionc cambiaria «i puu esperire col preceito; laondc bí} detlalo una regola di procedura da segu.rsi quando la notificuzione deli’alto, per e.sserc cambiale pagabile in Italia, si conipie nel 10. Piiò il creditore, in luogo di agirc m vi csecuiiva iu base al tilolo eseculivo, seeiulcre in giudizio contro il suo debilore per ollenerc u ● .sent<’nza di condanna ? ... ● Ciu c amnipsso concordemenle dagli scrd ' II vanlaggio deli’ iscrizione ipolocaria ia quale può prendersi sollanto in seguilo art sentenza, baslereblie a dinio.strare proiuuovere i’aziono ordinaria da parle dei ditore inuiiilo di tilolo eseculivo. Ancbe se o nel tilolo nvesse ottenulo I’ipoleca nale, potrebbe trovar ulilc Ia . «icca bilore mediante sentenza per iserivoi*e I 'P. j giuiliziale, coila quale gli è oonce<so di colp' beni elie non veniioi-o dcscrilli nel Conf,; Rorsa.-i, su qiieslo arlicolo; Comm. Cod. Sardo, V, p. I, n. CLXXl^ij, ‘ giuio, su i|nesl’arlicolo; Caberlolto, n. («pi l»ri, n. 73; Mallirolo, T)\, \\ n- 2»^: l'‘ . : Dell’P^.Pc. forzala immob., n. i n. 2i5; Carre c Gliauvcau, niiesl. I808i Proc. civ., l. I, p. 43. Sc però il crediloi’c, cUato dal lar giudicare sopra eccczioni obe quesU compclorgli contro il litolo e-cculivo, m' fare, ciononoslantc, rcscnizione, conlcsR vieiie a privarsi dudla facollà di agirc e_sccu niente in appoggio al litolo slesso, c cio p .,^ letlo dcl qnasi contralto gindiziale, clie i i riimiu-ia all’esccií.*í(j7io parala. — ij,c. berlolto, n. 3S ; Mallirolo, loc. cil.; nellor'* ciC; lUcci, lil, n. 2; Manfreilini, In^- j pjualc A maggior ragione pai M P'‘‘ otlonne !a sentenza di coiulanna non PJ^:, pcf fae valer come tilolo eseculivo il cbieMcre ciò clic colla sentenza fu V^ebilrt 17. Può il fideiussore che ba posc procedere alPcsecuzioiie contr cr ■il litolo eseculivo snedilo a íuvore dd Per 1’arl. I9IÔ dei Codicc eivüc ü'"‘Jyno sorc ebe ba pagalo il debito soUenlra . ^^pic ragioni clie uveva il creditore '"i^.iobitorç lore; perciò, quando voglia rivalersi snl d' per la sonnua csborsala, non avrà d Lçdc' peovocare una sentenza di condanna dd proprio speciaie favore, nia polra gare ^'●a slessa sentenza che lo coiulann-i^rt * ,pciios.sieine a lui, ínjziare gli alli cscciitiví j abal [iiinto in cui il creditore M 'f,nesiConf.: Cbauvoau in Carre, J.8J8 ler. e gli aulori cilali alia noU * bcolo 587. ubhi Sembrami però clie il ndeinssore coiniinicazione al debilore delia /,„ida' eseguito, essendo essa i nto dcl dirilio di surrogazione ebe gb aceorda. * . ^o,i' frnm^ cessionario polrà lo dei debilore sostiluendosi negU ano 555. L’esecuzione, salvo i oasi in cui la legge stabiÜsca diversamente, non può avere luogo che sulla copia dei litolo spedita in -forma esecutiva. La copia da notificarsi al debilore, se si tralti di atU contraItuali, 75.=)c. p!c.;mi può essere falta dairusciere. sosre?. giud. .-l;i/c?i/íCíi.síO)!e delia copia l, 7, 11, 12, 13 — Chi può valersi dei tilolo 2 Tilolo e copia 3, 4, 0, 8. 10 - Spedizione delia copia 5, 6, 8, 9. av1. Trallandosi di osecuzionc avente foiidiimenti) in un alto conlralfiiale, la cui copia da notificarsi al debilore può essere escguibi dairuscierc, non importa clie raulcnlica ccrtificazíone delia conformilà di essa copia all’origiiiale si trovi u piè delia medesima, bastando alPuopo PalTermazionc Jallane dalPuscicrc stesso neirailo di notificazioiie. — App. Lncca, 13 seltembrc 1872, Venturim, ynmicclii c. Bianeliini, /l»n„ VII, S9; Coss. Firorize, 25 febbraio 1SÜ7, Lapini c. Slrelil de Dnzay, Ann., I, 193; App. Torino, 10 maggio I8"Ü, Gallo c. Itoalluro, Giuris/ir. T., VII, 495. pci pagamoiilo, polrà comni. ... caso il .MaUirolo non credp necessário il giudizio di delibazione, ebe riliene 323 Cnd.Vomin.. pe[cbí 5?5S:5i"á=S In eflicacia della^^cmlhiní'* - sarebbe sancila <laih Im eseculivo Icggc (lel contralto ii cf l' cnmbiaric o per Ia loro espl?,,-^ «bbligazioni Rsi dei luogo dove si fu, no o J aUi suddelli I. ®S‘’8U'scom. gli Si fa per rpsercizio dei diriUo clm i,el'|l J biale iia fomlameiito. Kè vale l'f)nnnrr. ® sanzione deirefficacia di liin!„ flc elio la la soslanza e gli cSi d‘. Pn 1 i,,,^ cambiale si conlrae, imperoceliÈ Vàr’!! 323 SIí coimn. dicliiaramlo clie per Tcsercizin ’ camWnria la cambiala l,a gli elTclU di lil„í„ 2. Non vi ha disposizione di legge che prescriva poti’rsi valere di iiii tilolo eseculivo unicainenlc colui .sulle islanze dcl quale fn lo slesso rilnscialo; quindi se duc creditori ollennero coii una stessa sentenza la condanna dei debilore, bencliè la sentenza sia slala rilaseiata in forma esecutiva snlle islanze di uno solo, può I’altro valcrsene onde far inlimare con un solo ado ;.l dcbitorc il comando a pagare. — App. Gênova, 8 marzo 1801, Salici c. Maíengo, Gazz. Trib., 1801, 660. I di duc ctili diversi e dislinli. -r App. Milano, 3. Tilolo eseculivo c copia dcl tilolo eseculivo sono 21 dieembre 1867, Gaslaldi e. Lorenzoni, llicei, Gazz. Trib., 1868, 155. c sentenza di condanna, iicllu mede- — Z?ef4. La sentenza, che liquida parlilc riservafe come illiquide dairanterior può non intimarsl in forma esecutiva, daccbè il tilolo per cui procedes, non isla g.a _ cass Torino, 2 luglio 1868, Sburlati c. Coiiumita di .Molarc. sbiia, ma noll’aiiícriore. lini, XX, G85. forma esccuüva d’iifficIo il difclto di spedizione dcl tilolo in _ App. Casale, 2 marzo 1809, Temi Cas., II, HO. stata 6. II Iribunalc non può rilevarc c pronunciare per esso la iiullilà dei preceito. milla vale che la copia di esso sia edi' 0. Quando il lilolo-non è di sua nalnra eseculivo, a „ , , r.n.M,: munila delia formula esecutiva pre.scriUa dairarl. 556. - App. Hrcscia, 17 seltembrc 1869, Treceb. c. Trocebi, Ann., íll, 120. inlimandügli il precedo, senza obbligo 7. II legalario di un credito può agire contro il tleliilorc „ , , -di nolificarcli in pari tempo il testamento, se di queslo è falta menzione nel precedo stes o. La noliRcazionc <iel litolo eseculivo è valida sebhene inanch, m (juesla I aulcuUca ' u dcll’uscicre, se fu falia couleniporanea al precedo, di guisa che il litolo esecu no . s 1 lulto e la linna dciruseiere appiè dcll’ado di nolifieazione ^ ‘ - App. Torino, 10 maggio 18/0, Gallo c iioai smio a birmino un ztonc di ludi gli attl contemporanoamente m>lilicali. tino, Giurispr. T., Vlí, 33. 8. Consinlalo per „.«zo di ecMclo ddl'nrcl,ivio dcl cdnl.i che il cmlilore procede,,le si era procurala la copia autentica esecutiva dcl litoin, accerlatane n resi a - ..jipnero ademper la ,„o„zi„„e fal.ane dall’uscicro oella sua rclaziouc, oicole allr» „ ‘'j| piulo il prcscrillo dcll'arlieolo presculc. - App. U.cca, 29 marzo 1872, SolJ. c. loleodcnz Finanza di Pisa, Ann., VI, 502. dare dei
;i 550J 15 REGOLE GENERALl DELL’ESECUZlONE FOR2ATA [Arf. 455] ●14 LIBRO H TITOLO I 556. Le copie in forma esecutiva devono essere intitolate in nome dei íiígwl^pfc?- Re, e terminare colla formola seguente: IS. Comandmno a iutti gli tiscieriche ne siano richiesli, ed a chhmque dv.’;^i2 târ.' spelli, ãi meíterc aã esecuzione la 'presente, al minislero pubhlico di darvi assislcnza, a iutti i comandanli ed ufficiali delia forza puhUica di concorTcrvi con essa, quando ne siano legalmente richiesti. L’alto contrattuale spedito nelia detta forma deve essere legalizzato dal presidente dei tribunale civile nelia cui giurisdizione fu ricevuto, se r esecuzione debba farsi in altra giurisdizione. Formula B, 7, 9 — Inleslazione 2, 8 — Legalizzazionc 1, 3, 6, 8 Spedizione delia copia 4. 1. La niancanza delia legalizzazionc dei prcsldcnle nelia copia spedita in forma esecutiva di un alio coniralliiale, quando T esecuzione debba farsi in allra giurisdizione, non induce nullílà. — App. Lucca, 13 seUcnibre 1872, Venturini c. Biancliini, Atui., Vlí, 89; App. Firenze, 31 gen* naio 1871, Desbutin c. Scli\varzemberg,'*yl?m, V, 1!0; App. Torino, 26 giugno 1868, Giurispr. T., 1P68, !>07; App. Brcscia, 18 noveiiibre 1880, Guerra c. dilla Duina, Mon. Trib., 1881, 222. Contra; App. Firenze, 23 gingno 1876, Ulivi c. Guidoni, Am., 1876, 327. 2. La copia delia sentenza in forma cseculiva deve essere fatta in nome dei Re clic regna al lenipo in cui essa va rilasciata, quand'anche sia slata rilasciala nel nome dcl Re defunto. — App. Rologna, 2 agosló 1880, Gheltl c. Pérsico, Gazz. Leg., 1881, 218; App. Gênova, 19 giugno 1878, Roccatagliata c. Norero, Eco Giiir., 1878, 889; App. Venezia, 10 sellenibre 1878, Benedelti c. Malfatti, Temi V., 1878, 488. 3 Ove la copia in forma esecutiva dcl lilolo da nolificarsí col preceito sla slnla spedita dal notaio clio iia rogato Tatlo, ed esercila il rogilo iiello slesso territorlo giurisdizionale in cui la notificazlone dovevasi cseguire, e fu di falto eseguila, non è necessaria la Ipgalizzaziono dei presidente dei tribu nale civile. — A[)p. Lueca, 29 dicembre 1866, Nencini c. Coldemberger, Ann., I, 92. 4. Allorqtiando una sentenza è eseguibile sia percliè provvisoriainontc cseculiva, sia perchè passala iu gludicalo senza reclamo dopo il dccorso dei termine utílc ad impugnaria, o in forza di succe.ssiva conferma in appcilo, l’esecuziono .si inlraprendc validainentc sulla copia in forma esecutiva anebe se quesla venne rilasciata dal cancclliere prima delia notificazione delia sentenza stessa, o qiiindi ancbft prima clie essa fosse passnla in cosa giudicafa. — App. Brcscia, 18 dicembre 1870, Fenili c. Basíni inédita, citafa neU’artÍcoIo dcITOrefici a pag. 1123, Itfon. Trib., 1878. 8. Sc le senlenze sono titoli esecutivi, esse però ricevono la loro perfezione a questo cffcUo dalla formula speciale indicala a eiò dalla legge. Tanto le sentenze quanto le copie degli alU in forma esecutiva devono essere intitolate in nome dei Rc. Quando però la sentenza e Ia formula imperativa per 1’ esecuzione costituiscono un solo ed unico alto basta che ]' intilolazionc in nome dcl Rc sia posta in capo delia sentenza, nè c necessário cbe sia ripcluta in quclla parle in cui 1’ordine esecutivo è formulato collo parolc delia leggc al tormiue dcITatto. — Cass. Firenze, 2 maggio 1872, Giovannardi c. Gonfiantíni, Dellini, XXIV, 29-í. 6, Non è nullo il preceito solo pereliè l'aüo contrattuale esecutivo per cui viene spedito non sia munito delia legalizzazionc, ma basta clie questo segua i)rima che sia seorso il termino fissnlo per 1’esecuzione. — App. Torino, 16 marzo 1874, Menada e. Fornasio, Gmrispr. T„ 18/4, 409. 7. Con la espressione ed a chiunque spettí delia formula esecutiva iniperativamente díretla usciori, Ia legge allude agli altri pubbliei funzionari, simili agli uscieri, cui sia pure commessa ●n qualclie modo per legge Ia maleriale esecuzione, e non cerlameiite ai funzionari amminislrativi, ^otne sono il prefeito ed il sindaco. - App. Gênova, 22 maggio 1870, Comune di Gênova c. Carbino, Foro, 1877, 88. 0. L’esccuzione forzata deve bensi aver sempre luogo in virlíi di un titulo esecutivo e, salvo le eccezioni slabilile dalla legge, suUa copia dcl inedesimo spedita in foniu cseculiva, ma non h neces sário cbe la spedizione di tale copia in forma esecutiva debba, soLlo riorc a lulli gli alli ooi quali sl inizia c si attua il giudizio esecutivo. — App. Torino, IG maggio 1873, Leprone c. Finanze, Beltmi, XXV, 382. 10. II preceito in via mobiliare, non producendo alcun offeüo reale iinmediato, non piiò essere pcrciò non oceorre pella sua validilò clie I scicrc sia munito delia copia delia sentenza spedita In forma cseculiva, ma basta la sua diclnarazinnc di procedere in virlu dei lilolo esecutivo. II debiíore ba dirilln ed interesse ad accerlarsi che si proceda veramenle in base al tilolo osceulivo solo quamlo ruscicre sla per inlraprenT-A - Cass. Torino, 24 luglio 1874, Negri c. AnnibalJi, Giorn. j' lOtf 111^ 1 yo. di nullilà, essere aiile- pena not. c non (5 che un alto preparatório all’esecuzione e unon i , T r “ scnlenza csegnila dal' proouratora, se quesla copis ,'T'“ La sola auleolieazione delia dr..» euzioTe „ e ' I “'v "ulli perlaulo gli elH 'X' Guaslalla c, P„„s', ~ 12. Trallandosi di procedere ad non b neecssarin ohn esecutivi, se la sentenza sia spedita dal procuralorc, SaTcreelliere - ITT. -‘II Trib., 1879, 381. *^79, Bianchi c. Ditta Marignoli e Tonimasim, GiO> od'IutInTat?coTorT'l!lTit!!llITd ^ ‘‘ „ rare la conformità delia copia da Ini r n ' ^“Sanle, non può e non deve nelia rclazionc Degolae.nisso,.4J^8,T40. eseculi'’® dicliia1879, carsi aí d^ebZ™ Ga esso falta ncí ccriin^l'' <|ichiarazione aver coiisognala al debitòrp di c coilazionata dcl coiilnun cerlare cbc Ia copia stessa era fed osserva saggiamcnlc Ia Corte dii T“ tenza 13 sellembrc 1872 ef un n.ú . e spiega cíTelli giuridici so hníí ' ficazione, perchè soltanto a queTo rlT M 'l*" ha autontà di faria. 11 faüo compenetra con Tallro delta soltanto Tamnienda di lire 10 al dei lenersi che Ia mnneanza delia apposizi ' sigillo non produca la nullità delia jyto. alU esecutivi cui siasi in base ad‘essa p pp^ori» — Conf ;● Mallirulo, Tr., V, u- ’ í^nsobb P- 77 ; Cabcrlotto, n. 72; Cesarco-Co| pag. 209; Deniartas, num. 21; gina 138. dcl 3. Si avverta che a Icnnini GelI arb * (,nl| R'’g- gen. giud., nelle copie dei l"H’''V,„iicc mdicati negti arl. 248, 207, 288 c 3/" lo procedura civile, il cancellicre, ''ivece j^,.arc» la spedizione in forma cseculiva, deve j[ta prima di autenticaria, che la copia c r. faccia sensi di qucllo Ira i succilali arlicob al caso. 2. Gli art. 308 dispongono : « Le copie in forma esecutiva iUu . . e dci prüvvcdimenli menziomti „ , ®*^»1enzG deiran. l|MCoíicedi';S;a"ei "ei “ munirs. dei sigillo delia Corte dei Tru;.^T'" dei pretüi-e che lia pronunciah In L ,i ^ ® quello dcl collegio cui i "‘"'í"’ » <ü legalo ol,e eUa.o , , “ V® 'n torma esecutiva de^^li aiu raltnal, devono essere mnnile dei s i l „ d taio da CUI sono spedite » ^ ° ' In base però agli arl.'64 sul notanalo, che e 30C dcl Rpg_ dcl 67 g*?»- giud. Ricordo ancora clie â sensi Gellí'i‘1' R^gol. per 1’esecuz. dei Códice di ^ 323 27 dicembi-e 1882) per gli eíTelli d<íl‘^ Cod. comm. la cambiale non ba biso® formula esecutiva. .5 fai’^* E manifesto che 1’esecuzionc n^" ^I;iülo í'* jo non si posspgga la i.rima copia dei . r esecutiva, c «L»ukhv «ai-ebbe suf -cs; I esentazione delia copia che venne 0 íere iiolincata al debiíore; sarebbe Jiolata culla disposizione dei presente ^ ® ütiche quelta delPart. 887 cbe slabilisce ■' I .^pia Gimento p^' provvedersi di una scconda forma cseculiva, Pla iiic conno- . e 110 delia IcKce uoii conminano la nullità ma
[^rí. 556] [Ari. 557] il REGOLE GENEIIALI SULL’ESECUZIONE FORZATA Í6 LIBRO II — TITOLO I 4. La disposlzione ilol capovcrso di queslo articolo fu modiíicala da queila deli' art. 67 delia leg^e sul iiolarialo pcrchò queslo prescrive la legaiizzazioiie soltanlo se dell’allo occorra far uso fiiori dol dislrcUo dei Consiglio iiolarile. — Conf.; Mallirolo, Tr., V,n. 346; Cesareo-Coiisolo, p.210; CaberloUo, n. 72. Tale disposlzione non è el»e 1’applicazioue dei |)rÍiicipio che Ic firme dei funzioiiari dcvoiio essere legalizzate o corlificale )ier vero, quando l’allo al quale sianoapposle debba eseguirsl fuori dei circondario uclla cui giurisdizionc cssi risiü* dono. la parte crcdilrice si varrà quando ciu le sarà pcriiiesso, cd alia phrlc soltanlo 6 lascinla intera la rosponsnbílilà di non valersi dclla copia, se non dopo che il lilolo csecutlvo è dtvenulo cscguibile. TuUo ciò trova piena conferina iiolle ' norme stabilile dai regolamcnli notarili a riguardo dei conlriilli per piibblico islrumenlu: i nolai devono rílasciarc alia parte crcdilrice, clie ne facciu ricerca, la copia eseculiva, ossia di prima eilizione, dei conlnitlo slipulalo col loro ininislero, appcnn rrcUo V islruinenlo relativo, senza appunlo allciidere che venga il tempo iiel quale robbligazione ivi conveuula dovrà ademplersi e nel quale al creditorc potrà pcrcio, in caso d’iiiadcmpinicnlo procudcrc aircsccuzionc iii base a queila copia Qursle eonsiderazioiii mi paiono cosi esauriciUi clie, senz’aggiungerne ailre, mi associo atla opinione deiresimio scrillore, come vi si sono as sociai! il CaberloUo nel Dig. cil., vocc Esecuzionn forzala, n. 76 c il Gargiulo, Coinm., IV, p. 62. 3. La formula eseculiva è necessária, a'pena di nullilà; ma è dessa sacramentale, cosi che qualunquo variazione nci suoi termini produca nullilà nclla spcdizinnc dcl litolo ? Ügni siliaba delia formula è necessário, ogni difello di essa produce nullilà, scrivc il Uursari ncl Comm. a.pag. 8 dei vol. II; c dei suo avviso sono il Gargiulo {Comm. a quesl’art.), il Maltei {Annulaz. airarl, 66ii) c il Saredo {Islil., n. 877). forma eseculiva, 8. Non è nullo il preceito se nella copia nolificala deli’ islromenlo, spodita in la firma dei notaio è slata iegalizzala da un presidente dei Iribunale diverso da qucllo '' giurisdizionc fu redallo. — App. Torino, 12 marzo 1878, Provana c. Pollcri, Legge, 1S78, “ 9. È regolare la formula eseculiva apposla alia copia dei litolo notarilc, c sussegulla dal certifi cato di conformità aU’originale, con una sola data ed una sola firma dei notaio cbe rogò il — App. Venezia, 27 dicembre 1881, Melotti c. Dona, Temi V.j 1882, 193. , nome dcl succcssorc figuri in lesta alia íov — Conf-: tuUi gli autori. . i-pa 2. Quando può esser rllasciata la copia senlenza in forma eseculiva ? ^ Si c occupato dclla qneslionc 1 eB***^» vocato Orefici in un arlicolo inscrito ’ ppitore dei Tribunnli, 1876, p. * j « gl ríballere ia pratica di alcimi cancellien c i ^ fiulavanodi rílasciarc alia parte vincilrice ^^^ delia sentenza in forma eseculiva fino a fosse seguita la noUficazione delia senlen .j,„o e fino a che, Iraltandosi di senlcnzí} ,JjenU‘, grado non dichiarala eseguibile provvif'0 . .jgaionon ne fosse dimostralo il passaggio i|| S ^ , c. Dopo avere osscrvalo che l’art. 66 ^'ma annovera fra i liloli eseculivi le ®r'| Lg.iggi*’ non aggiungú piinlo la condizionc d.‘d !' ^ esô; in giudicalo, c clie la caralleristica di ,euU culivo c insila nclla slcssa naliira dei / ' eseo'*' qualificali dalia legge appuiito como l' “ livi .e sorgo per cosi ilire cuntempova ^ alPereziono dei documenti slessí, forma eseculiva, cnme si dallc relalivc (iisposizinni di legb® nicnoa'^ di siffalla isliluzione, non c prcs/riUa mente qual coiilrassegno o saiiziono ● jc' mersi a conslalazione dclPeseguibilda o\ ^,^,1 | lerntinalo litolo, ossia a comprovaro sussisle üd Í5 cessalo ogni oslacolo ali delia sentenza o dei coiitratlo : lo scnpo formola è riposlo in tulfaltro jirc . II canceiliere e il notaio possono s islanza e favore di chiunque liilte qoo*’ clie loro vengano richicslc dei Idolo ' ,ote-' dei quale sono depositar!: sc c L inlraprondersi in base a qualunquo 5 LrrcV‘’^siI inimaginarsi quati e quanti poriçoli ^ colui il quale deve eseguírle; ad c\ ● iiil“'*ij pericoli la legge prescrisse clie copie rilasciabiii dal pubblico uíhcia ’ düvesse essere queila sulla quale P^*^ 'ij.-sl * ri aU’csecuzione, e di questa dovesse ..miaio ‘ tanto la parle a cui favore fu pvo ] sentenza o l’ürdiiianza, o fu slipul» ® m" | zione, e cbe nemmeni) t|uesía d''' potesse consfguiriic un’ultra alta A conlraddisUnguerc questa copio pi j pufli*^'*!-,! luUc le allro copio, volle la legge che ,.i,c ' avesse.,ad imprimerle una forma spec - í , dclla eseculiva, e ciò non già a segu" ^ jt guibüiià dcl litolo, ma sibbeiie a gualità speciale dclla copia dcslim ‘ n. ^ |●^ícío?íe. ll pubblico ufliciale adui»q“® sciarc quando clie .sia, c consegueiitc' í* , prima ehc i| liiolo eseciUivo sia di' qU yuibile, la copia in forma cseculivn> l. Non mi pare conleslabile che la spedizione delia copia dei lilolo in forma esceutiva sia da farsi in nome dcl Re che governa nel giorno in cm la copia slessa venne spedila, polcliè c l’aulonlà di chi rcgiia al tempo in cui la copia è nlasciata che imprime aU’alto la forza eseculiva. — pnf.: Scialoia, Comm. Cod. Sardo, V. n I u. 342; Caber loUo, n. 68; Dellori, n. 76; Palcri, n. 18 ; Cosareo-ConsoIo, p. 208; Saredo, ll passaggio dclla Corona, Legge, 1878, p. 128. ll Manfredini (p. U6) parmi confonda il mo mento ddia spedizione delia copia dcl tltolojii forma eseculiva, con qucllo in cui resecuzione si ncmiincia. . La copia (egli scrivc), aiiclic sc il I lolo eseculivo porta il nome di allro Süvrano *ie\e c^sere sempre iiililolala m l nome di Colui momeato in cui resecuzione si incomincia, perche c m queslo momento che il comando manifesta la sua efficacia, e quegli sol tanlo che m queslo mnmetUo regna, può efíicacenienlc comandare. 11 principio político Itex non moriiur non può esagerarsi al fare un orditie nel u, Re muorc dopo che í allora può continuarsi È da avvertire clie l'alto dovrà sempre Irovarsi ncl distrello iiotarilo nel quale fu fatto, poichè, se il notaio cessi dall’esercizio o muli di residenza, íi suo arcliivio vienc Irasferito ncll’archÍvio notarile dei distrello (arlicoli'91 e 92 delia legge sul notarialo). 6. La mancanza delia legaiizzazione 6 causa di nullítà ? La millítà non ò commínala dalla legge e pereíò non polrebhc essere appiícata, tanto piú quando si pensi alio scopo cd al carallere dclla fomialilà dclla legaiizzazione. a La légalisalion (.scrivc il Merlin nel liép., voce légalisation) iic rend pas aullicnlique 1’acte qui l’esl par lui meme; mais cllc déclaré, clie constate qu'il l’cst récllemenl. Elle n’esl deslinòe qu'à cerlifier la vcrilé de la signalure dc l’officier, qui avail pouvoir de conférer 1’aulhenticité, aussi n’esl-elle pas nécessaire dans Ics licux ou la sigiiaturc csl connue; aussi n’esl-elle nécessaire, nième dans le lieux oú la signature peut n’clre pas connue, - dans le cas oú la vérilé eu est conteslée ou revoquée en doule n. — Conf.: Scialoia, loc. cil., n. CLXXXllI; .Mallirolo, Tr., V, n. 346; Caber loUo, n. 72; Dcltori, n. 77; Gargiulo, a queslo orl.; Dcmurlas, n. 21; Manfredini, p. 138; Paleri, 11. 20; Carré c Chauveau, quesl. 1962; Toullier, l. 8, n. 69; Thomiiic, ti. üOl. lo credo iiivcce clie la formola si debba avere come regolare sebbcne mm vi siano letloralmcnte IrascrUli i termini ricliiesli dalla legge, quando ia modificazioiie non ne leda 1’essenza, «■d il eoncetto clie raechiude apparisca completo. — Conf.: Scialoia, loc. cil., n. CLXXXI; ílicci, ■II, n. 9-; .Mallirolo; Tr., V, ii. 343; Morlara, II. 701 ; Manfredini, ji. 147; CaberloUo, ●n 70; Dellori, n.76; Ccsareo-Consolo, p. 210; I’aleri, puniu di nome dl un defunto. Sc il esccuzioiie è coniiiiciala, quello in cui dcl com. 1 . ® » comineiando resecuzione irrevSue" c iSòlnro'‘°"' ^ tiva sarà stala siiedUa’ne| i,omrdi'ü,ís''“" sosí poscia defunto non sarà ce¬ varia ncl nome dei succe^ore i hí gli alli esecutivi si vSno in Conf.: luUi gli autori suceZi - Çesareo-Consolu a porchè, egli scriveTví'”"'^- dcl comando verrebbe da un morto r COSI nel equivoco i„ cui ò cadufo U it. reg o'VeíTo;‘í:^vrer;íi Mcouzione c«„le„„l„ f„n„ula S™ ? i invece tra la pronuncia e h ^ il niulamcnlo dd Sovrt,„o. sari, necessário cho"» que on® .jh' ‘ n. 19. ícc ●ui Art. 38, 5.’,5, 558, 913 scz. c. p. c.; 102 n. 4. 273 n. 3 reg. Riud.: 3, 81. 126, 107, 327 tar. civ. 557. Le copie in forma eseculiva possono spedirsi soltanlo alia parle, a cui favore fu pronunziata la sentenza o rordinanza, o fu slipulata 1’obbligazione. In fme delforiginale e delia copia si fa menzione delia parte a ciü ò spedila. Non possono spedirsi nuove copie in forma eseculiva alia slessa Purte, senza autorizzazione data, quanto agli alli giudiziali, dal conciliatore, dul pretore, dal presidente dei Iribunale o delia Ciorle da cui emanarono, ^ quanto agli alti contrattuali, dal presidente dei Iribunale civi)e nella cui giurisdizione fiirono ricevuti. se non in contraddillorio o in airoriginale. L’autorizzazione non può concedersi contumacia clelie parti regolarmente citate; e rimane aunessa ^ella nuova copia si fa menzione deli’ autorizzazione. ^y, 7, 10, 13 — Opposizione 3, 4, 9, 12, 16 Pronuncia collegiale 1, lí, 16. ●1 C/ii si spedisce la copia 2, 6, 6, 8 — .Yiillità 6 Procedimento 1, 10, 11, 12, 14, 16, 16 t. La competenza ordinaria accordala al presidente pei ‘eseculiva cessa ogniqualvolta l’opposizione alia spedizione riiascio delia secoiida copia in forma delia cliicsla copia procede da eccezíoni 2 (
www.aasp.org.brRkJQdWJsaXNoZXIy MTk2NTU1OA==