CORSO I)T COMMERCIÁ I) :)íriim r a aij l X Jl ESPOSTO DA ERCOLE VIDARI t‘r ftíisorc OfiUiuirio tli Dirilto coiinncrciaU uclUi It. r^ivcnilà di l\uia 4 ' líDIZIONIÍ MIOLlOnATA KD ACCRESr.lUTA Vol. I, con Ai»poiuli<‘o iNTRODUzioNE. Del commci’cio e dei diritto commorciale in peneralc. [Rimo PRIMO . Dclle persone. .... Dei comraorcianli in genoraíe. . , . . Di alame pors)ne c.illeiliví! in parlicülarc fiiori Io sooiclã ili coinmcreio. P.uiiE ;{■●> Dollc socictã cninmcrciali {CüiDíniui). Paiitií l’Ain'i: ULRICO i-IOEPLI KlJriOUK-UHUAJü DEDDA UKAD CASA Jll LANO ISÍKl.
) c*- C{j M ‘ INDIOE PREPAZIONE . Pag. xr INTEODUZIONE DEL COMMERCIO E DEL DIUITTO CO^I-^rERCIALE IN GENERK. RROPRIETÀ LETTERARIA U1SERVATA Capo Sezione Articoi.o I Del commercio e degli atli di commereio I. — Del commercio I- — Deflnizione dei commercio . II. — Principal! divisioni dei commercio III. — Principali istituti proprii dei commercio II. — Degli atti di commercio. II. — Del diritto commerciale. 1. — Principii che informano il diritto commer ciale. Deflnizione, divisione e contenuto di esso II. — Rapporti dei diritto commerciale con Teconomia política III. — Rapporti dei diritto commerciale col diritto civile IV. — Codiflcaziono dei diritto commerciale . V. — Fonti dei diritto commerciale VI. — Scienze ausiliarie allostudio dei diritto com merciale VII. — Bibliografia dei diritto commerciale . Pag. 2 ivi » ivi » 18 » » 22 » Sezione Capo Sezione 23 » 43 » # » ivi » 49 » » 59 » » 70 » » 63 » » » 112 » 115 » iipi dello Slab. üitta P- Manini-Wiget.
l.VDirK. VII INDICK. VI Srzionk II — Proccdura per ottcnore U diritto alTusío escliisivo di un mareliio, ccc. . 111. ~ DiritU derivantidairattestalo per Tusoesclusivo di un marchio, ccc IV. — Soppressione, usurpazione, spaccio illecito, contraffazione ed imitazione fraudolenia dei marchii dl fabbrica e di commercio. Auticoi.o I. — La soppressione, 1'usurpazione, lo spaccio illecito, la contraíTazione c 1*imitazione fraudolenta considerati in sè stessi. II — La soppressione, Tusurpazione, lo spaccio illecito, la contraflazione o I*imitazione fraudolenta considerati nelle loro consogucnze penali e civili CaI‘o I\'. — Del contralto di matrimônio e delia separazione dei bcni Sezione I. — Contralto di matrimônio . . . . 11. — Separazione dei boni Articoí.o I. — Separazione delia dote dai beni dei marito II. — Scioglimenlo delia comunione — Dei libri di commercio I. — Diverse specie di libri di commercio . IL — Tenuta dei libri di commercio IV — Delle persone intermedie ossia dei mediutori 1. — Dei medialori in generale . . . . II — Dei mediatori inscritll nel ruolo . Sezione I. — Condiziooi richieste per oltenere la inscrizione nel ruolo II. — Ufílcii esclusivamente riserbati ai media tori inscritti nel ruolo c dovori particolari di quesli Articoi.o I. — Ufflcii esclusivamente riserbati ai media tori inscritti nel ruolo . . . . II. — Doveri proprii dei mediatori inscritti nel ruolo Sezione III. — Luogo in cui i mediatori ínscriui nel ruolo esercilano il loro miníslero ossia delle borse di commercio . P,^g. 281 LimiO !‘RlMn » 1> K U S O X K. J) K li li K » 291 » PAUTE PRIMA » 3,0 ]JLI CO.MMEUCI.VNTI in GKNHH.VIíK. I — Caratteri che detorminano Ia qualità di commerciante I. — Primo sistema I. — Esercizio di alti coinmerciali 11. — Esercizio abituale, o per professione . 11. — Secondo sistema 11. — Delia capacità, della incapaciià e dcl di vieto di eserciíaro il commercio I. — Della capacità 11. — Della incapacita I — Minori . . . . — Interdetli I1‘. — Inabilitati — Persone a cui la Icggc vieta rcsorcizio dc commercio TITOLO PtKJ. » ivi 128 Capo Sezione » » > 130 133 » » llO 310 Capo TITOLO >> 113 » 317 » 319 » ivi Capo » 32(1 15Ò » » » » 327 15“ » Sezione » 331 181 » » » Capo Sezione 3 G l?-í » » » 337 Capo W 346 » 188 » TITOLO Sezione 189 í. — Moglie — Di altre persone a cui ò vieialo Tesercizi » » 355 » 357 II » Capo » 200 dei commercio, dei falliii e dei medialo TITOLO IlI. — Doveri e diritti proprii dei commercianti Capo 36Ô » » 2H » 1. Dell azienda, dello síabilimento e dei dom cilio » ivi 218 » Sezione I — Dellazienda — Dello síabilimento e dei domicilio comine ciale ivi » 11 » » 372 224 » Articolo , T. — Dello stabilimenio . II — Del domicilio ivi » » ivi 228 » commerciale — Delle ditte cornmerciali » » Capo II. » 375 e della loro regi230 stra/.ione — Delle ditte cornmerciali — Registrazione delle ditte — Dei marchii di fabbrica — Notizie generali » Sezione l. iv» » 26^ II. 382 » » commerciaü . e di commercio Capo Sezione 260 II!. » 1 ÍV1 »
1 ixmcE. IX INDIOK. Vlll Artic. I, s 2, — Società anônima ed in accomandita per azioni II. — Pubblicazione dei contratto di società III. — Mancanza delia forma che deve assumere il contratto di società e dei prcscritti modi di pubblicitii § 1. — Eflctti di questa mancanza noi rapporti dei socii coi terzi S 2. — EíTetti delia mancanza di codeste formalità liei rapporti doi socii tra loro . Sezíone II. — Società estere nel tcrritorio nazionale. TITOLO II. — DoIIe società in nome collettivo ed in ac« comandita semplico !● — Notizic proprie delia società in nome col lettivo ed in accomandita semplice . Sezíone I. — Notizie proprie delia società in nome col lettivo II. — Notizie proprie delia società in accomandita semplico II. - Notizie coouini alie società in nome colletlivo ed in accomandita semplice Sezíone 1. — Rapporti dei socii fra loro . . . . Auticoi.o I. — Tempo in cui cominciano i rapporti dei socii fra loro II. — Natura e misura dei rapporti dei socii fra loro S 1, — Doveri e diritti circa alia quota ed al suo conferimento § 2. — Doveri e diritti riguardanti la condotta dei socii nel consorzio sociale . . . . § 3. — Doveri e diritti riguardanti la divisione dei profltti Articoi.o III. — Ammissione di nuovo socio . . . . IV. — Cessione di quota sociale . . . . V. — Aggregazione di socio VI. — Recesso ed esclusione di socii VII. — Del diritto di voto e dolle deliberazioni so cial! Sezíone II. — Rapporti dei socii con gli amministratori. IV. — Viiirilanza sui mediatori inscrilti nel ruolo. P<uj. 339 III. — Delle discipline comuni ad ogni specie di mediatori I. — Doveri proprii ad ogni specie di mediatori II. — Diritto dei mediatori al pagamento delia provvigione IV. - Sanzioni per meglio guarenlire 1'osservanza dei doveri imposli ai mediatori Sezione Capo . PQO- 524 537 » 392 Sezíone ivi 5> » 550 j. 409 Capo x> 551 11 d 556 » PARTE SECONDA 562 » m ALCUNE 1’ERSONE LK .SOCIETÀ JJl CO.MMERCTO COLLETTIVE IN PARTICOLAUE I roRI 572 )> Capo Pag. 4z3 573 » PARTE TERZA » ivi EKLLE SOCIETÀ COM.MEUCIALI. » » 581 TITOLO Ca po I. — Delle società commerciali in generale. I. — Carattere oconomico dolle società ciali I. — Ufficü ecoiiomici delle società commerciali II. — Oggetto delle società II. — Carattere giuridico delle ciali I. — Natura dei contratto di II. Come il contratto di società differisca da parecchi altri contraUi . . . . Come il contratto di società diirerisca dalla comunione dei beni — Individualiià giuridica delle società commerciali . - Norne e domicilio delle — Forme eslrinseche delle ciali — Società costituiie i.el territoiio nazionale . I- -- Forma che deve . Pag. 436 Capo commcr602 437 )' >' ivi Sezíone ivi » » 4i9 commerciali società commer- » 603 Capo » 463 » 606 Sezíone ivi società IVl V» 468 j> III. » 622 » 473 » IV. 639 » 476 651 » » V. r> 503 655 società commerciali società commer- » » » Capo 111. 660 » » 515 667 » r> » Sezíone Articoi.o 1. 516 » » 678 » assumere il contratto di 684 società . § 1. — Società i ivi V» in nome collettivo eci in accoman dita semplice. 517 »
<. X ixmcK. Articolo I. — Amministrazione affidata ad minislratore , — Amministruicione affidata a piii animiriistralori III. — Arnininistrazione ncn aflldataad alcun cio in parlicolare Rapporti dcgli amrninistratori c dei socii coi terzi 1. ~ Rap[iorti de^li amininislratori coi terzi , II. — Rapporti dei socii coi terzi . . . , un socio am- > í) *3 » soV li.'õ Sezíone ;00 Articolo « lUl . 708 ITvlíFAZIONlí » Ai*pendice. CORREZIONI ED AGGIUNTE 713 r 731 JMipi) pochi auni dalla icr::a, ccco ht quarta ediziune; la (pude procurai di mUjUorarc con ht matpiior dilujeuza. Lc faccia ü puhhlko que! huou riso, rhc i/ià uoti uiancò a!le .cdizioui precedenii. ) Pavia, 14 marzo 1893. ErCOI/E Yidari.
1 S o M M A R I o. 1. Divisione delia matéria. í. Premessa iin’amjtia iuiroduzionv sul commercio e sul diritto commerciale in genere, direrao poi; iiel libro 1”, dello pe>- soiie dei diritto coininerciale; nel libro 2”, delle (we; nel dei coutrüUi; iiel -1", dei fnlUmeiito e delia hancar^J^t(a; nel õ'\ delle azioní commerciali c ded loro escrchio. Di fal modo ci pare clie tutto 1’organismo dei diritto merciale si svolga da sê con rigoroso ordinc logico. comIXTRODÜZIOXE Del comiiicrcio o dei diritto couimorcialo iii o-eiiere S 0 M M A R I o. 2. Divisione delia matéria. Dividiamo questa introãuzione ixi Awq capi; per dire: nel primo, dei commercio e degli atti di commercio; nel secondo, dei diritto commerciale. ViDART - I (4^ ed.) \
INTRODUZIONK. CAPO I, SKZ. Ij ART. 1, DKFIXIZIOXE DEL COMMEKCIO. 8 manda e rollorta delle ricchezze. — 22. III. - 1.® Deflnizione dei commercio. — 23. 2.o II commercio, obbiettivaraente considerato, ò parle delia economia política. — 21. II concetto giuridico e legisla tivo dei commercio ò piü ampio, e talvoUa piü risiretto, dei con cetto economico. CAPO PPvDIu fi DEL CO.MAIERCIÒ E BEULI ATXr Dl CU.M.MKKCIO :t. I. - La insuílicienza delle forze individuali per provvedore ai bisogiii delia vita; la diversa distribuzioue delle ricchezze iiaturaU tra i vani paesi delia terra; le diverse ed iiiegiiali attitiidini delPiiomo a svilui)pare la própria attivitd e ad approlittare di tali ricchezze; queste od altre cause fecero sorgere i primi scambii, cioè i primi commerci. I qiiali, iutesi da principio a prociirare le cose necessarie alia vita, poi quelle utili, poi «lucdlc agg-radevoli e di liisso, secondo la diversa civiltd di ciascun popolo; solo allora saliroiio a notovole sviluppo, quando, per cftettuarli, si sostitni al baratto una merce universale, rap- ])rescntatrice, misiiratrice e coinmutatrice di tiitti i valori, cioè la moncta. ●S E ZI O X E P K í M A DEL COir.AíERCrO ARTICOLO PRIMO DEF1NIZ10Nf: DEL COMMERCIO fi s O M M A n I O. ●1- I. - Origine e necessita dei ficoitã di deflnire il commercio.-.!. Uílicii suoi. - 5. l.»Pií‘' Stracca e da Seaeela'“ti, cTitil '' Verri Cosi, agli scambii por baratto teiiiiero dietro gli scambii per moiieta. Cosi iiacquc e crebbe il commercio. Cosi lo troviamo oggidi. Criterii propo.-^ti dal *- Analisi, critica. Analisi, critica. 8. Definizione 9. Dofiniziono proposta da Uomagnosí ■" proposta da Massd - Analisi, c»'*' una deílnizione proposta da Beslay, ThdR , ecc. 11. II _ deflnizione dei coiU' con método induttivo. - 12. l.o n commercio ê una serie di atti di intromissione tra produttori e coU' i fenomeni delia 4. Esso, adunque, è nn fatto necessário delia conviveuza sociale degli uomini; c striimento ellicace delia perfettibilitil percliè scambio di cose viiol dire auclie scambio di idee; è fattore di ricchezza, di potenza, di civiltd o di pace, perchè seiiza ricchezza noii v’è potenza, e seuza pace iioii v’è civiltil. tica. Endema — 10. Caratteri di un, Goldschmidt, mercio va cercata nostra costituito da sumatori. _ 13. ^ndie i produzione possono con' I4. Però, non ò necessário ch*^ correre a coslituire il commercio. produttore e intromettilore si 15. 2.» 5. 1.® Lasciati da parte i significati volgari o comuui delia parola « commercio » furono date e si propongono tuttodi parecchie definizioni. Ma la difficoltíl per sè grave dei definire gTavissima poi quando si tratti di un oggetto, quale è ü com1 sieno sempre due persone distinte. a però non basta a coslituire il coni' per di piü^ (jjjg essa sia osercitata abituaP __ ~~ intendiamo per Continua. _ 19. 3.» Nelia deflnizione dd circola-- compresi non soltanto gU circolazione delle ricchezze, 20. DiíTeren La funzione intromissiv — 16. Occorre, mercio. mente ed ) a scopo di lucro. lucro per speculazione. commercio vanno la atti che eíTettuano ma anche quelli che la promuovonoqueste due categorie - 21 4.® FiP® quest, atü è di rendere piü facile e pronta la d»' ze fra gU atü di Cod. civ., art. 1116, 1298, 1299, 2113. ultimo di tutti ■i
4 INTRODrziOXK. CAPO I, SEZ. I, AUT. 1, DlvFINlZIONE DEL COMMERCIO. tata forma, vemlat, non retiiiet nomeii neg-otiationis, seu mercatiirm; sicque is non dicitnr ncgotiator, sen iiiercator, seil ilicitnr artiíiciiim, ct artifex, ut cum (luis eiiiit vimina et facit canistra, einit íilum ot facit retia: cum quis emit lanam et facit pannum, emit ferrum infectum cí vendit facíum; et lii dicimtur ineclianici, quia exercent artem mechanicain, et secundum diversas spccies artilicii denoininantur artilices, ut laniíices, textores, auriüces, fabri et siniiles ●. Dalle quali delinizioni e dai quali esenipii si scorge come alcuni carattcri cssenziali dei commercio fossero intraveduti pur da quei grandi scrittori; quali sarebbero, lo spirito di lucro clie informa tutte Ic operazioni mercaiitili, e la necessária frequeiiza di queste operazioni. — Se non che, il commercio non è costituito soltanto da atti di compera e vendita, nô dal novero dei commercianti, secomlo la moderna dottrina e le moderne leggi, si possono escludere quelli cho Scaccia e, prima di lui, Stracca dicevano c artilices » e che noi diremmo fabbricatori di prodotti 0 industriali. Idifatti, i trasporti, i cambii propriamente detti, le assicurazioni, i noleggi, i pegni, i depositi, i couti correnti, e molte altrc operazioni, possono assumere carattere mcrcantile, quantunque estranei al comperarc ed al vcndere. E gli indu striali, se non sono commercianti nel senso rigoroso delia parola, commercianti però sono cousiderati dalle leggi e dalla dot trina, come quelli clie ddnno opera ad atti clie il commercio potentcmeute promnovono ed agevolano (N. 19). Tuttavia, non ô al rigore di tali defiiiizioni che Stracca e Scaccia inforniarono i loro studii sul diritto commerciale. Lasciati da parte certi pregiudizii che, piü che loro personali, erano proprii dei tempo in cui scrivevano e delle scarse notizie che allora si avevano suireconomia politica, delia qiiale è parte im0 mercio, che si sviluppa e si atteggia con varietà di forme nieravigliosa, indelinits e penetra dappertutto ed informa delia natiira sua tanta parte delia vita sociale, fa si clie le deliiiizieni date non sieno appieno so.ldisfacemi, - Perd, mettend Studii altrui ●olitto glj a pi vi ha di vero e e tntto raffrontando alia natnra etlottnalo delle può sperare di avvicinarsi alia dirittura raccogliendo qua e la ciò che (li buono cose, iria ad- verita, se iiun di Cdusegnn piü di quello clie non siasi fatto íin qui. Jmperoccliè m ogni ordiiie di ricerche sociali, natiirali, è grand’ ceniii iu ogni oí dinc di ricerch® croazioni dell^^ uopo non accontentarsi delh* mente nostra ma queste raíírontar . sempre ai faiíi come vcr«isono. Anohe nei nostri stndii ô vorissi.no ,d,e nlla natnra se non prestandovi plena olihedienza. non si comanda ^”oi proceder íinizioni dei emo, per via di eliminazione, dalle piii larghc dee 2 » '"“"O ''‘>'gl‘e ed inco.nplete, >nae,tri di d ‘ 1”’' "estn d. duntto commerciale, deflniscono Kercatmx 1 COSÍ il commercio. II primo dice: I est oüicium quod ratioii(3 qiimstns liciti exercetur in ●-j permutandis nmendisque frequentei’ mercibn^i secondn “''"'tatiin distralieiidis ’● secondo, snlle traccio quoque non miitata — E il tiatio dei cauonisti « Nego- scnve: seu mercator, quando emit, postea immutatam revíMidit seu mercatiira ». A seu mercatura, idest quam causa lucrandi negotiator rem, citur di' proprie uegotiatio, queste altre ●0 cui tengono die^^ Quando vero eniit ut, uiü' notevoli dichiarazioui: = Tracm«s ic ' I quali dicevano- « Ou\n § i, i, n. 12-13et immutatam venda^rr^' non ut ipsam üle non ost negotil; sit inde aim«-‘' ■Psam integram et immutatam d ’ V qui de templo Dei ejicitur Tc” Ir”''''"'''’’ Op. cit., Parte 1, N. 23. § 2, D. S8.
0 CAPO I, SEZ. J, ART. I, I)EFI^■IZIO^●E DEL COMMERCIO. IXTRODrZIONE. costitíúre un’operazione commerciale; ma quello solíaiito clie si cffettua a scopo ili hicro e che serve, pÜi di spesso, come addeiitellato e stromeuto di alíri successivi ricambi di cose. II proprietário clic vende le uve dei proprii vig-neti e chi le compera per farne viiio ad uso delia própria famiglia, si ricambiano, noii vi ha dubbio, cose rispettivamente stimate utili e con re ciproco contentamento; ma nessnno vorrà sosteiiere che essi. cosi operando, lacciano uii’operazione di commercio, in senso giuridico almeuo. Xon il proprietário; perchè altra cosa è 1’indiistria agricola, ed altra rindustria commerciale. Xon chi le compera; perchè, comperando, egli si propone soltanto scopi di consumazione. portantissima il commercio (N. 23): qnegli scrittori, diciamOj ■ giovarono assai a determinare e cliiarire la dottrina ginridica ' dei commercio, e ad avviare gli stndiosi ad una pià completa cd esatta conoscenza di esso. é. In quella vece, secondo Pietro ^'crri il commercio paV' lebbe consistere unicamente nel trasporto; giacchè eali scrive: « Come ogni contratto consiste nella traslazione dolla proprietib cosi il commercio fisicomente considerato lia inerente il ti-asiiorto delle mercanzie da un luogo alPaltr t 0 » Però oçnun vede come il Yerri, sebi>ene per cada nello stesso divci’S‘b ragionc errore di Stracca e di Scaccia. Difatti qnesti volevano limitare il commercio al dere; Verri lo se al vcii' vorrebbe limitare al trasporto; inentrc, comc -incora piú sotto, il commercio, propriaiucn^*^ , , è nn complesso di atti di compera-vendita c di trasport» j msieme. Clii pigUa a considerare soltanto l’nno o l’altro di qncsti , ittti, scambia la ?>. iileno incompleta di tutte è, forse, la deíinizione dei Massé il quale dice: « Commercio è il complesso di quelle negoziazioui clie haniio per iscopo di operare e di faeilitare lo scambio dei prodotti delia uatura e deli’industria aífine di trarne comperare e si è detto e si dirá i tale. è proíitto :>. Se qui il carattere economico dei commercio, vale a dire l’uflicio suo di interposizione, fosse messo in maggiore evidenza, e non potesse nascer dnbbio qnalnnqne sul signilicato delia parola < proHtto », aíUne di distinguere il proíitto che alcuuo può proporsi di raggiungere scopo dei commercio, e che, piü esattamente, dicesi lucro o speculazione; quella deíinizioiie si potrebbe anclie accettarc di buon grado. parte per il tutto. Eomagnosi (nome che fa ccdeiiti^ degno riscontro ai pvc j avvertita la nota carattcfi' commercio, dicendo che « il mercíi’*-^ . Se primo forse tra i giuristi stica e fondamontale dei è un intermediário tra i aveva con qualunquc atto civile, dal proíitto, 1 produttori e i consumatori - che proponendo poi la definizione dei da quel primo i scost“ commercio, egli si vago e neirindeterniinato* critério, e cade nel Romagnosi, difatti ●ale» . . scrive clie «k U commercio, i consiste in quella funzione 1’ altro liber o-pUCI O per la quale uno liberaniente m 10. Piú esatto, quindi, ci pare il Beslay-, allorchè scrive clie il commercio risulta necessariamente costitnito da qneste due operazioni: cioè, da un atto di intromissione per mezzo dei e ' dú amente ricambia reciproco contentament che non ogni ricambio di cosa rispettivamente stiiú ;o — Però, tutti iiiteiú^*^* _ reciprocamente stimate utiU? V una utile con cose. ‘ Le droit commerciál dans ses rapports avec le droit des gens et le droit civil, N. 3. * Des actes de commerce, pag. 25 e segg. faoilmttó“dr"VqranTo°"r'“ ^ ~ P”'’ ''arn, SulViaen. dcl commercio. il tif
.s rXTRODUZIOXK. CAPO 1. SKZ. 1 ART. I. DKFIXIZIOXK DKL CfOIMKUCIÜ. !) iiuale si determina il lucro clie deve infor di iudole coinnierciaU'j porcliè sempre, quasi, rappresentano nllicii di iníromissione; g-li scainbii nazionali haimo o noii hamio siftatta Índole, secondo che essi pure compioiio uliicii di intromissione, 0 invece servono a scopi di consumazione. rapporto fru la domamla e I’olVerta, e dal mare Ia esecuzione di per vero, eg:Ii è a questo duplice che SI deve iníbrmare Ia detínizioi inig:liore dottrina tale atto. carattere londamcntale ^ connnerciü, s(M*ondo la ● Egli è ad esso clie noi pnre vu-liamo iníbrE. le dei II fondacchierc che vende panni ai proprii clienti, fa opera di mare i nostri studii. intromissioiie tra il pi’oduttore delia matéria jíriiiia o delia lavorata merco e cotesti clienti siioi; epperò la intromissione di hii ha carattere essenzialmente commerciale. Per contrario: il cliente n. -Però, piuttosto che *ma delinizione dei uote essenziali di piopurre anche noi addirittiira procedere alia dis aniina dellc commercíü e clie, per vcstirsi, compera panno dal fondacehiere, ta opera di consnmazione, prossima o remota che questa sia, direita o inessa, ci i-accog:Iiendo e studiando i pare nieglio eostruirla » . ‘ ^ diversi elemciiti «mtodt emo il método induttivo’ do'. ’ '' dai fatti alie i.iee kr tal'* poco a poco, clie CüiicorroHü a de- diretta, e comunqne a%"\*eng‘a: perchô scopo delia operazioue da lui coiiipiuta è di servirsi delia merce comperata a iiroprio vaiimerci tagffio. — Una societj\ di strade ferrato che trasporta fa atto di intromissione, perchè piglia le merci da r iina persoiia e in un luogo per riconsegnarle ad altra persona e in altro luogo. A imitare il quale carattere di intromissione non bastcmodo, la notizia dei comiiiercio t natura stessa delle s^orgherà spontanea dalh Cosí adoperando cose. segniaino, forsp i.> , ● , > cise, ia via pm breve P«0 che Cl pare la oif - non rebbe il fatto che le merci, per avventura, dovessero esser riconsegnate alia stessa persona che prima le consegnò alia strada terrata: perchò, in tal caso, il mittentc farebbe anche da desti natário : iiiii segniamo quella sicurezza alia delPoggetto dei ■*2. 1.0 Di Pm adatta a condurci cou conoscenza uostri studii. qualnnque natur precisa c Jiieno imperletta almeiio, e sarebbe pnr sempre vero che la strada ferrata trasportò le merci da im Iiiogo ad nu altro; il quale fatto bastada sè a qualificare di intromissione l’ufticio compiuto da essa. — Che se dal trasporto delle cose passiamo a qnello delle persone, non per ciò le cose mutano. Difatti, se qui la intromissione non è tra persona e persona, è però ancora tra luogo e luogo. E gli esempii si potrebbero anche facilmente moltiplicare. ■ ií. Tuttavia, alcuna volta seutiamo asserire: uoii esser vero clie ü commercio risulti costituito soltaiito da atti di iiitromissioiie; perchè esso, pigliaiido le merci da una persona (scambio) o da uii luogo (trasporto) per trasmetterle ad altra persona o ad altro Inogo, aggiunge valore ad esse, cioò produce alcuna cosa, e le rende atte a scopi o ad ulKcii a cui prima non potevaiio servire o non potevano servire cosi bene o in quella ^ siano i ® í.íiternazioiiali hiterni forma si 1 commerci, vale a dir® e sotto qualuiui^^*^ risolvono in „na ,u atti nazioiiali 0 esterni manifestiuo - ● tutti si mtromissione tra questi lo Se non che, tra prodiittori e - Prodotti deli consumatori » per facilitava a natura e deU’industria. ““bii i'iternazionaIi sono naturahnento scambio dei mentre gu ' Thôl, Das chen Handels f^elsrecht si buch des ^ehrbuch àuch des * Vedi 1 ^^(^ndelsrecht i Verbindung ' vol. r. Einleit §40. —Vedi Einleit deutschen Handelsrecl. - articolo 2» dem allgemeinen ■mann, Das deutsche ««S, § 1. - Goldschmidt, ' P‘h recentemente, Behrend^ S> § 1. . Endemann, nell'//^'*^ cap^ ’ ^‘"‘eitung, § b yesetzbuch, § \ sistematisch dar ^^ndelsrecht, des Ha', — Ende anche, Us, di questo If
I 10 «'APO I, SKZ. T, AUT. I, I>EFINIZIOXi: HKL COMMKHCIO. II Sügiiare di nua certa quaiititíl di vim>, nc comporá piíi dei jiroprio liisogíio per riveuderg-liene una parte. 1<». Oltre a codesta íunzioiio intromissiva oceorrouo duo altri clenicnti: cioô, c nn abitualc esercizio di essa, e che Toscrcizío si cmnpia a scopo di lucro ■. È necessário un abitualo esercizio di tale fnnzione, peroliò il comniercio, qnalo funzioiie sociale, risulta costituito da una serie continua c riniiovantesi di alVari; e clii esciruisse uno o parecchi atti soltanto di intromissione anclic a scopo di lucro, senza la lernia volontà di prose^niire in essi, e di ripeterli abitualmcntc, organicamente, non si potrobbe mai diro che faccia vernn commeroio in gonere, od alcun determinato comniercio in particolaro. La cosa ('■ di evidenza intuitiva; e qui, per fortnnata sorte, il bnoii senso c la pratica quotidiana degli aüari hanno una virtü dimostrativa piíi forte di qualunquc nostro ragioiiainento. È necessário, inoltro, che sülatto abituale esercizio sia escguito a scopo di lucro o di speculazionc; porchè se avesso scopi diversi (per esempio, di benelicenzal, gli atti relativi avrebbero soltanto carattere civile. — Però, non importa clic siffatto lucro si consegua poi davvero; basta che si miri a conseguirlo. Da cui sMntende come un abituale esercizio di atti di intromissione sia sempre íortissima presuiizione di commercialitd, cioò deirintenzione di spcculare o lucrarc; perchò nessnno, di solito, si comporta cosi, quando non si proponga di trame appunto un lucro abituale, cioè di farne una speenlazione L — Negare, come pur si vorrebbe che il lucro o la speculazionc INTRODUZIONi:. ' misuia 0 in quel determinato modo o in quel determinato tempo. ; Da cui si concliiude clie il comniercio tromissione tra produttori da atti di produzione. D que.sto ô vero; desto maggior valore utili e permulabili tra produttori mercio oltreccliè da atti di iu1 e consumatori, risulta costituito anebe ma pur verissimo clie la creazioiie di co- ' cioi' di codesta maggior sumnia di cose tí 1’elietto di qnelLoitcra di intromissione e consumatori nelia quale si sostaiizia il ooni14. Del resto tromettitore si aceada non punto necessário che produttoi-o e insicno sempre due persone distinte, sebbene piii spesso ; eosi. Anzi, una medesima diiplice ollicio persona ])nò assunierc q^tel 0 qneila dnplice qualitd. Chi raccolto dai proprii fondi - li, ])ür cseinpio, si per iabhricarc álcool che ■ esercizio di qualche alti-a industria, fa atto dí ’ produttor dei grano poi adopera iioll’ intromissione tra álcool per rivenderlo. e e coiisiimutorc chi aequistí^ come Dasta aflimqnc, clie tale atto per cui esso in. il ci abbia, qualunquc poi sia modo si eílettua. 15- 2.” Però, la fu,„io„e j costituire il nitromissiva non basta, da solaci può essero coinmerdo. Essa, in s6 di ? per faeilitare per vero comniercialc. nt atti che nulhí h; Una dichiara persona clie I»-onta a ,m certo camWo di atto dl intromissione; ciale lucro si tin allare tra due amidj fa nionete, sicuvamente l’atto suo non lia carattere coiuie'^^*^ peoponc coii dò di perchè cioò di bensi soltanto di essa non si conseguirc alceis meíi^o j specularc siü - faro ■ 1’ipetere " Uosi dicasi di cambio effettiiato ^osa grata a quei due amici, c pereb*- Per abitudiiie operazioni di talo nü' pensando che ● per suo ' Endemann, op. cit., g 1; ccl anche ^\q\VIlandbuch ^ ecc., op. cit., vol. I, tomo I, Einloitung, § 1. — Halin, Kommentar zum allgemein.on cleulschcn Jlandelsgesetzbuch, commento alTarticolo õ. — Belirend, op. cit, § 3. ■ L. Papa d’Amico, Teoria sociologica c ginridica dei commcrcio {Arcliivio giuridico., vol. XXXI, fascic. l e 2). essa non intende ri tura. chi abbi' tm ainico possa Thül, ep- cit, § 1. ü
CAI'0 I, SKZ. T, 13- AKT. I, DEFIX1ZI0>’E T)KL COMMERCIO. Í2 i-VTnoi>i;zioxE. altri ancora, c piuta ò cosí via. Qiündi è che roíioraziono da osso comsi può dire, íine a sè stessa, si consuma in sè stcssa. sia un elemento costitntivo ,lcl commercio. imiierocehè qnesto, come manifctazione delia vita soeiale, deve ossere .tudiato ,nd Ot t.a,i,ovU esterni, se.ma tener conto delle inte.uioni, e cosa no„ et „ers.,ade; „efcl„. ,a inten.iono doIPattente si cii.et- .ote dt necessiU „ei fatti, e ..ncsti assun.ono lisonon.ia ed atteggiainentt speciali a seconda di cjuella, cioô a ciii per essi si }nira. 17. Giovera tuttavia c!ie dichiari siero intorno al signiíicato zione. l^er — In quclla vece: chi acquista titoH di credito o merci per rivenderli poi, si proponc di approlittare delia ricerca clie gliene sard fatta, dcl inag^gior prezzo a cui prevede clie saliranno, e di íar servire i prodotti di quelle operazioiii como addentellato secondo gli scopi e stromento di nuove operazioni; sicchò i prolitti, clic egli ne sono dcterminati e misnrati. oltreccliA dalle condizioni spera generali dcl niercato, anelie da qiudle spociali ncl cui ambiente. I)er cosí dire, si cspliea la sua industria. lamo meg-lio il nostni i*enlucro (● .s]iccula- codeste parole; Da cui si vede che la spoculazione própria dei commercio è quclla clie ha per causa eíliciento una esse non intendiamo già significare ''^antaggio che ciascuiio circolazione di valori dcstiuati alia riprodiizione. Lucro o profitto clie nou derivi da questa causa iioii si può diro lucro commerciale, o speculazione. — Qucsto è il senso tecuico dclla parola « speculaeome volg-armcnte si suole, quel puo procacciar.si jter nu‘ZZo valoid; bensi di una qiialsiasi ^■onimutazlone di quel guadag-mi circolazione di valori destichc c determinato c «úsurato dalla nproduzione, tenuto tempo 0 di luogo, di ri colazione »ati alia conto delle zione speciali circostanzo di ncerca e di oiierta, in ^ c„i ia cirAel significato sa per veiulervi IS. Cosi intesa, il dire, come si fa da parecchi, che non sempre dove c’ò speculazionç c’ò commercio, e che la speculazione sta al commercio come il genere alia specie, non ci sembra distinzione ammissibile davaiiti al rigore scientiíico. La scienza ha un linguaggio proprio, che non è quello dei volgo. E con tenta come cila ha da essere quantunque volte il linguaggio volgare si aceordi perfettamente col suo, deve respiugerlo (piando si vogliano signifteare per esso concetti che, invece, bisogna distiiiguere con tutta cura. 19. 3.® lu codest’opera, poi, di abituale iutromissioue a scopo di lucro vanno compresi, non soltanto gli atti clie « effettuano » la circolazione delle riccliezze (che 6 1’obbietto econo- ,V mico immediato dei commercio) come sarebbero, principalmente, la compera c vendita, il trasporto, la locaziono, i cambii, ecc.; LS-. ma quelli pure che « promuovouo » od « agevolano » siffatta circolazione, perchè strettamente legati ai primi, e percliè ogni loro ragione di essere derivano dallo scopo a cui sono destinati^ si efiettua. wii rialzo di bor ■\'olgare, chi ajiproiitta ^ titolo di di credito, piuttusto pro- ^«Ppongasi, h pigioiie, anzichò coinoperazioni divisate. si tiice clie fa nna speeuhizione; t=in’arsi i mezzi senza distinguer P<^i‘ pagare, e se egli intende perare altri titoli nel sí per altre Oosi, dei pari, ana spoculazione tanto ü - signiíicato volgai proprietário clie ■c vende i quanto il 1 prodotti dei proprii fondi in un mouna partita di mento di ricerca, merci a Tuttavia, Diíatti: chi i prodotti dei íiegoziante che vende patti assai vantaggiosi. li carattere di codeste speculazioiü ô boii diverso. '^ende titoli di credito Proprii fondi si ■ Pis-ionc o vende iiisogni od ai comodi delia vita ^ soltanto dí soddisfare aí P^i’ soddisfarli poi. Egli r Tavvedutez fwv quotidiana 0 di procurarsi i mez^i vantaggio che la sorte o approíítta dei za sua gli offre; stromento, 1’addeutellí (=ommntando i valori lua dei di alti otteniiti fa lo <intaG'gio coiiseguito nou e di altri pi’U' e questi cou íitti, operazioni con altri valori,
il u CAPO I, SKZ. 1, AKT. I, inn'lKIZlÜA'E 1>KL COM-MEIÍCIO. 15 ÍNTRODirZIONK. I prodotti tldhi iiatura o deil’industria, píoiio dirctti ad esplicarsi o a ti’adursi j)oi in ulHcii di interposizioiie. cioi'* di efíettuare la oircolaziono dellc <iuindi, di manifattnrc, le I sioiie, di niamlatü, di deposito, rente, le assicurazioni di coinmercio riccliezze. Le iin]irest*, opcrazioni di iiiediazione, di , di peg^iiij, di banca, ili contu oornoj ivjiníiaim» perclid lianm* pronta u piú sic.ura silVaíla c socondo !a dottrina orniic20. Per altro, fra quelle diic categ-orie di atti vi lia una difterenza. tili atti clic eílettuauo la circolazioiie delle riccliezze eostituiscono ciò che, di solito, si cliiaiua c cosí via sono atti (die -la inercantiie <; coumicrcio propria- se applicati allMndnstri iiieutc detto »; il vero comuiercio, iiel senso cconomico. Gli atti, iiivcce, oluí la promuovono o la agevolano soltauto, costituiscom» ciò clio, jmrc di solito, si chiaina per iscopo di rendere pin f;icile e circolazione, soljbene pei- sò stossi counucrcio iinpropriainento , che ò bensi tale secondo 11011 Ia eftettuino iX. mica (il. detto : ; (juel coinmcrcio, vale a dire íl dirittü, lua non secondo 1’econoinia política. E per vero, anclie in questa seconda scoiitrano çH elemeníi categ-oria di atti si ripi-opni, come si é visto ditm/.i, delle oi-einípcrocclu; in essí ví in> ● * ● ● i tssi M ii.i infroimssione, clie tia prodiittori e consuinatori a scopo acquista cotono in naII primo consiste ncllo scambio (coinpera c vendira, periiinta, locazionc, cambio, occ.) razioiii inercantili; i iioi supponiamo abituale <H speculazione. — 0 iiel trasporto delle cose qiiali sono íog:giato dalla natiira o dali’industria; il secondo consiste nel lavoro esog-uito sii quelle cose Clii verbigrazia per rcnderle jiiu idonce al soddisfacimento dei bisogiii o dei piaceri iiniani. Gli atti delia prima categ-oria, come vedremo, sono ripntati di cominerdo da tulíc, si può dire, Io le secondo lo diverso ieasd 21. Ultimo iifUcio poi di siftatta abituale iiitromissioiic tVea produttori o cousuiiiatori a scopo di lucro i) qiiello di derc piii faoile c pronta la domanda c roftbrta dei prodotti dclla iiatura o deli’industria ». ,Tu qiicst’ultimo uílicio si trova tutta la rag-ione dei coimncrcio; in esso, possiam dire, si sostanzia il tiira, per manipolarlo, íilarlo <h tele, fu atto di i e venderlo poi ad un íalibricaiiío iiUromissiono: nerchò «■‘■Ofíff.0 ,lal coltivatore .lel suolo ialjbricatore. H fabin-i in tela o stoffa, fa egli 0 il coinpera ii cotoiie ’ rivende poi lavorato al Pifflia il ;-i; quelli dclla scconda categoria, piíi o meuo, 0-0 ícatore che totone 0 lo iramiita Piiicatto di introinissione tra il (ilatorc ●I cui venderd i prodotti «mercante alI’ingrosso Cosí lavnraíi- 11 t ren- «^ei’canto al minuto che alPingrosso tJonipora tali I prodotti dal incrcaníc , clienti, fa atto di intromissionc ' ‘lubljio che tutti (nicsíi atti t scopi di speculazione, c ® íl rivende ai tra qiiello G questi. P] intromissione si eífettnino tra sieno determinati di produttori e commerciü. 22. III. - 1.” Adunque, per raceogliere i consumatori- caratteri siii qui perchè, rimpetto al tila* tore, è fabbricante di produttore il Stoffo <>^■1 “tone stoffo: rimpetto a studiati e rldurli ad unitd di definiziouo, diciamo: ò il complesso di quegdi - V' c commercio - atti di intromissione fra produttori e consumatori che, csercitati abitualmcnte cd a scopo di lucro, efc consuniatore i Pfoduttoi-e il lilatorc, icliite ' ** inmpetto a qnesti ‘“nte, e consmnatore il ^ consiiinatore il - produttore il fab^^ come rimpetto a grosso, e sumatore nello e J «lercante al minuto; qtiesU ultimo è * Scaccia, op. cit,, § l, Qurest. I, N. 13. — Tliol, op. cit, § 12-13. — Endemann, op. cit., § 2, N. 5. — GoldscbmiUt, op. cit., § 41. — Behi'ond, op. cit., § 4. — Endemann, nelVJIandbuch, ecc., op. cit., vol, I, tomo 1, Einleitung, § 1. produttore il mercante airi»' li consumatoro il Piiliblico. Ciascu »o è produttore c con- <=Wievu, anclic gli atti di produzione. ) possono - mediante il lavor stesso tempo; avvcrti (X. 13) trasformando, J come gia si j allorchô í^Ppartencre al commerciai 0 Proprio 0 d’altrui I
17 CAPO I, sr.z. T. AllT. I, DKFIXIZIONE DEL COMMERCIO. (lotli ni consuiiiJitori, perclic* si elVettua piir sempre uno scambi»» oil uii trasporto: in senso iriuridico. non ci ha commercio, ili reçola (X. 14), se non quando una persona pi^lia una cosa dal produttorc per conse.çnnrla o trasmetterla ad altra persona, cioè ad un consumatorc (N. 10 e seggr.), o cosi come egli stesso la ricevette o dopo avere compiuto sopra di essa alcun lavoro industrialc. — Lc leggi infatti ' (e gia si avveríi), conformemente a (liianto stahilivano gli statuti delle citt:\ italiane-, non considerano commerciante clii vendo i prodotíi dei proprii fondi, quamranche tVammisti ad altri prodotti coinperati per rivenderli insieme nô commerciale considerano tale operazione, ove questa non sia destinata ad alimentaro un’altra industria di indole inercantile. Ui IXTRODfZIONE. fettuano, proimiovono od agevolano la circolazioiD’ dei pmdottí delia natura o deli’industria, la domanda e Tofterta per rendernc jílíi fa«-ilo o ].ronta Se questa defiriizione non risponde al concetto « io- li‘l coinmercio si fanno molti legislatori c serittori. Ia colpa non <■ nostra. Xoi rahbiaino desunta (ci pare alineno) dalPintinia natura cconomica di quello, e propriü come esso si svolge tutíi i giorni sotto ai nostri occhi. 2.'* Cosi essendo le cose, riesoc facile i))t.*ndcro olie H commercio, ohbicttivamcnte considerato, è nomia política, (giesta infatti, condo cui le riccbezzc una parto ilcirecocome scienza, studia lo loggi si producoiio e si consumano. Ura, oggetto dcl circolano, si distribuiscono eonmuaxio è quella ]»artc ap' pmito rtdl’e<.onomia poUtica, la quale sUulia i r.momcni delia ciicolazione delle ricchezze. ' Cod. comm., arl. 5 in fino. — Cod. dei 1865, art. 724. * Alessandro Lailes, II diritto commerciale neUa Icgislazione statiituria delle ciKn italiane, § 6. 3 Per conseguenza di ciòfu giudicato: non esserecommerciante Tagricoltore clie compera uva o vino per rivender questo insieme a quello prodotto dai proprii fondi (Corte d'appeIlo di Torino, 2 febbraio 1883; Corte di cassaz. di Napoli, 17 otlobre 1890; Corte di cassaz. di Torino. 16 aprile 1889), o compera latto per lavorarlo insieme a quello raccolto dalle giovenche addetle alia coltivazione dei proprii fondi, e per fabbricarne quindi burro o forraaggio che egli venderá. (Corte di cassaz. di Torino, 16 aprile 1889). Però, se Tesercizio delfindustria agrícola fosse parle di una maggiore azienda commerciale (e quasi un accessorio ed un aiuto di questa); allora anebe su queU’esercizio si rifletterebbe il carattere commerciale delPazienda. di Roma (sentenzo delTll giugno 1881 e dei 14 giugno 1883) giudico. essere ormai coslante in giurisprudenza che è atto e contralto conimerciale Timpresa la quale ha per oggelto, non già la semplice coltivazione dei terreno, ma bensi una vera e própria speculazione alimentata e sostenuta dal credito che i mercanti di campagna ottengono in piazza per le molteplici opei'azioni necessarie al buon andamento di siiratta mercatura. = Contra: Corte di cassaz. di Roma, 17 gennaio 1882. ViDARi - I (4'"^ ed.) 24. Due cose, ■ ’ In primo liuígo, che il mercio è ni' pero, vaiino avvevtito. concetto giuridico e legislativo dei comI'ui ampio dei concetto economico. JJifatti, ineiitrc, sccondo quanto i nisegna 1’economia política il comincrcio visuU=‘ aiiegli atti che effettuano la circohizionc costituito soltanto da tiei prodotti, cetto giuridico e legislativ cioe dallo scambio e dal trasporto; .sccondo U rono onmn ■ - . costituirc il commercio concoi'' consegruenza, che lo studio ° atti delia prima ed anche alie ’0 ilel diritto non deve limitarsi ma estendersi a quelli delia secon‘lí^ Persone che vi dànno opera, avvertire che circolazionc, e quindi coinuievci^^’ e trasmette direttamente i proprii Egli è per questo che la Corte d’appello categoria, In secondo luo stvettamcnte oC, è d’uopo nel signiílcat*^ se economico, vi ha ci Pnr quando il produttor '-^lassé, 2 OP- cit, N. 11, 12,
CArO I, SKZ. I, ART. II, PRIXCirALI DmS. DEL COiDI. 19 tonti magistríiti e posti aiiclie sotto la loro vigilanza (N. 32 e seírg'.), oppure doviinque e liberamente. II commercio esterno. a sua volta, può essere di c importa.- zione », di c esportazione o di . transito =●. — È di imporíazione, quando le merci veng-ono portate dagli Stati estori dentro i coufiui dcl nostro Stato: è di importazione, cioè, il commercio clie si osegue fra produttori csteri e cousumatori iiazionali, intese le parole . produttori ●' o « consumatori » nel senso pifi iarg-o (N. 10). — Ê di esportazione, quando le merci escono dai coníini dei nostro Stato per essere portate in território straniero; è di esportazione, cioè, il commercio che si esegue fra produttoià nazionali e consumatori sti'anicri. — È di transito, quando le merci, provenienti da Stati esteri, passano attraverso il território nazionale, dirette alia volta di altro Stato estero; è di transito, cioè, il commercio che si esegue fra produttori stranieri e consumatori stranieri K 27. Riguardo ancora al luogo, il commercio è inoltre « marittimo », « lacuale », . Jluviale », « terrestre —II marittimo, a sua volta, può estendersi a qualunque marc dei due emisferi, o rístringersi a certi determinati mari, o limitato alie coste dei Mediterrâneo e delle sue isolo » -. II commercio marittimo delle prime due spccie, adimque, è sempre im commercio estorno: il commercio delia terza specie, ]>er noi Italiani, come dei pari quello di lago, di fiume e di terra, può auche essere esterno od interno. 28. 2.® Riguardo al tempo, il commercio si esercita iu tempo pace » 0 iu tempo di « guerra — Al primo si riferisce tutto cio che specialmentc concerne: le dogane: la polizia dei 18 IXTRODrzIOXE. Kgli 0 che, m senso giuridico. a costitiiire il rono connneivio oceoratti di interposizione esegniti abitnalmentc ed ritornati co.si ai primi rriterii da mosso pei líntracciare la detinizione dei commercio. ripetiamo a scopo di lucro. - Ed eccoci cui abbiam ARTICOLO SECONDO PRINCIPALI DIVISIOM DEL eOMMEUCIO S O M M A RIO. ^5- I- - Divisiooi dei commercio. cora riguardo al luogo.— guardo alToggetto. all*in — 26.1.0 Riguardo al 1 _ o. Riguardo al tempo. - 20. 3.° R‘' ■ Ancora riguardo alPoggetto - Commercio 31. II. - Queste distinzioni interessano gíurista. — 27. AU' uogo. 28. 2.'^ grosso ed al minuto. Pm 1'economista che il ni 25. I- - II ’'ile ai tante divisioni seca l’attÍTÍtd sua. commercio considerato iu s,'. stesso, è siiscctti' ananti sono i uiodi per i quali si estriu' Rerò, affiiie di subordinarle mettere alcvmi «viluppo delRindustria - luogo » ^*>1 po’ dl ordine in tali divisioni e direttivi, inercantile sotto il ^ tempo e deli 10 ^egliamo considerarc triplice pnnto di vistí^ ● dei dei ) non vi ha e di ; perchò, appi^^to? “on abbia bisogno di luogo, di temP"’ mauifestare. e al <c luo oçgetto commercio che oggetto 2G. 1.0 cipalmente i Potersi Riguard di « commercio si divide esterno ». - la « interno si fa dentro i nieri. Este » ed olie Interno dicesi qa®i^^ «ao Stato, da cittadini o da str^' ^ abitanti confini di quello che si «ao 0 di ‘ Thõl, op. cit., § 14. — Massé, op. cit, N. 26-28. — Endemann, nelYHandhuch, op. cit., vol. I, tomo I, Einleitung, § 2. “ Códice delia marina mercantile, art. õ9. SI fa foi'estieri. ‘laelli co« di uno Stíito Pià Stati lateriio II ^oaimercio í 5 poi eserciti i ^'ato può essere iuoghi antorizzati dai coiuP*^ i secomlo che si ' pubblico » 0 li
■ 20 IXTRODrziOXE. CAPÜ I, SKZ. I, AUT. II 21 riU.NCIPALI DIVIS. DEL CO:\LM. porti, delle baie, delle spía--ie; le qnaranteiie; le valí; ecc. clii; la costruzioni na- AUCj (li re.çola a breve distanza la compera; siccliô, tanto si aequista quanto, presso a poco, si è siciiiâ di vendere. — II AI secondOj specialmente, corsa inarittiina; gindizio; Ia neutralitd; late, oltreccliô da e dagli usi internazionali, <lel IG aprile 18õG cantile. cio che concerne: i blocpredc e il loro il contrabbando; le ecc. Le quali matcri coimuercio alI’ing-rosso può, íino ad uii certo punto (fino a clie, cioè, consentono le condizioni geucrali dei mercato), determiuare esso il prezzo delle merci. II commcrcio al minuto riceve belli 0 fatti, si puu dire le sono ü”<iidi roí^oI convenzioni tra Stato c Stato íinciic dalla « Dicliiaraziom; di Pariíri e dal Códice molte particolari i prezzi dal commercio airingrosso ^ — > » Jnsomma; il commercio alPing-rosso ò principalmeutc commercio (li fabbriea, di deposito, di approvvig-ionamento, e chi vi dil opera si dice Hostro per la niarina incr2». 3.« Eig:uardo alPogg-etto, il e vendita s-, di comraissione » di f ' ^ " «ssicurarfone , íi « deposito ,, e cosí via. grossista »; il commercio al minuto ò principalmente (‘ommercio di consumo, c chi vi dd opera si dice (íueste diie spccie di commercio si possoiio, per altro, aiiche cseicitare cuinulativamente e simultaneamente da una stessa per- .sona commercio d: di « spedizione « cambio di compera trasporto líCíriio ■ r (lettagliante ». (li di Insister Oueste disti„™„i cipavcinutile e percliê, da altr le perchè ciascuiio capisce da sô; fornird La distinzione si potrebbe spingere piíi iii Id ancora. Quanto abbiam detto speriamo che basti a far intendere come Tuna specie di commercio differisca dall’altra. Qui, è proprio il caso di dire: <; nsiis te pinra docebit ». 31. II. - Però, qualunqne sia Ia natura dei commercio, per ligiuirdo al luogo, al tempo od alPoggctto, la coiidizione giuridica di chi lo esercita non viene per ciò punto mutata. A'ale a dire: a parte, eiascuna di esse ci argomento di dicendo dei diversi l-iattazione, iillorquando verreino <^ontratti proprii delPindustria morcantile. Solo una cosa voglia^ ® oggetto su cui si può 0 avvertirc intorno alia qnaiititd esercitare 1’attivitd commercio questo punto di « al minuto commerciale. l^a ■^ista, il può essero airingrosso ' come si (lírd anche pià sotto (X. 196), fatta astrazione dalle particolari discipline che sono proprie delPuna o delPaltra « "^íl’ingrosso ^ dicesi il commercio tite, ® di tal modo terrainate e dallo csercitato per grandi pai'' I, clie la "^isurate dal biso compera e la ri nveiidita non siano dC' «icttere consumatori, «'U " altri direttamente i il scopo anzi di vedere l^aglio »j i botteghe ® soddisfar iavece 0 in in grado di proV' di det' ; c a tale si dice il bisogno. 1 Goldschmidt, op. cit, § 46, N. 6. — Tliül, op. cit., § 14, N. 1. — Endemann, op. cit., § ?, N. 4. — Behrend, op. cit., § 4. — Massé, op. cit, N. 26. * Al minuto 0 « "'agazzini.apertiTr’?!'! ^oUto - e i,er piccolc partite, pubblico. — II coiP' capitali íu per provvedere alie ”^ci’cio all’i - Fu ripetutamente, e correttamente, giudicato che è vendita alPinprosso, e non al minuto, il contratto per il quale alcuno si obbliga a sommiiiistrare a certi periodi predeterminati ad una pubblica Amministraziono una certa quautità di viveri da essere poi riparüta in piccole quantità fra i singoli dipendenti deirAmministrazione medesima (Corte d’appeilo di Gênova, 17 aprile 1877, e 19 febbraio 1878. — Corte di cassaz. di Roma, 8 e 22 gennaio 1878). ncerche ha biso auotidiane dei gno di tieue, di ma essa í-omoto, al “‘“«0, invece, ),a ,, cospicui ^ínmediatamente e la rivcndil‘^ : ^■egola, i effettu dietro alPapprovvigioo'*^' a in Pi'evisione di 0 un avvenire pid commercio 0 la ri vendita sC" s’intende nopo di Pi’ovvedere. H in ni minori capitali i
1 23 CAVO I, SEZ. I, AllT. lllj VRINCIPALI ISTITüTI VROrRII, ECO. 22 INTRODUZIONE. i punti franchi le banclie ili emissione. inag-azziiii geiierali tli anticipazioni, (li scouti, ecc. specio di commercio, la- legge commerciale ('■ ai)plicaljile geiieialitd a qualsiasi ramo di esso: il commercio alP i cosí al commercio di iit.-lla sua oppcrò, tanto a chi cserciia fluanto a clii lo osercita al minuto^ come a (juello di trapegno, di hanca, di caiu11011 diremo ipii particolarmeiite di as. Noi, t.uttavia percliô l’ordiiiameiito loro appartieiie piut- ingTosso qiiesti istituti: 1. tosto al diritto ammiiiistrativo, clie iioii al divitto commerciale compera e vemlita sporto, di commissioiie, di deposito, di bio, ecc., ecc. Ecco perchè, dal punto di vista giuridico, lo distinzioni 1 economista clie il giurista. di ciii priiicipalmeiite ci occupiamo noi; 2.® percliè privato dclle attineiize loro o colle persoue clie esercitano il commercio (mediatori, sensali, ageiiti di cambiol, o con certi istituti contrattnali dei commercio (compere e veiidite, depositi, pegiii, atfari di credito, conti correnti, cambiali, ecc.), diremo in sede piíi a proposito appuiito di qiielle persoue e di sar;\ dato vedere. sopraccciiiiutc 0 intcres.saiio pi'* sono di grande importaiiza non opportiina, ci pare quegli istituti; iinperocchè, di tal modo, ci ARTICOLO TERZO solo rordinaincnto legislativo di essi, ma aiiclie le loro fmizioni organiche, cioè la viva applicazione loro ai fatti delia vita non UniNGlPALI ISTITUTI UnoPRIl DEI, COMMERCIO commerciale. SOMMARIO. 32. Istiluzioni di SEZIONE SECOÍÍPA cui ha bisogno il ciamo qui parlicolarmente ' líi' commercio. — 33. Pcrchò no" e di esse. 3) E fl L1 A T TI 3> I COMMERCIO 32. II commercio lia d "opo di istituzioni clio ne proí"'*'*' sappiaiio pi'ovvedei’C "opo ancora di liioghi coiivenire per iscambiarsi lo -tri; ha dhiopo, iiiíine, di istit***' quei inezzi, senza di cui vasto c vigoroso, commercio *, le here e i staiize di coiiipensazioiJC vano contimiamente lo svilupi siioi piú eviclenti bisogni; lui d commercianti 10 e clie SOMMARIO. ) possano facilmente 3-1. I. - La notizia deli* alto di commercio non va disgiunta da quella delia sua organicae funzionale ripetizione.— 3b. l.®In naturanon ci sono atti civili che si distinguano per caratteri essenziali dagli atti di commercio, e viceversa; ma ciascun alto piglia carattere dagli — 36. 2.^ Da clie si debba desumere la nalura vedute e da cui per truttarvi i loro attingere quel possibile verun credito e commercio A ciò scopi a cui serve, civiie o commerciale di un atlo. — 37. II.-l.® Rrrore sistemático servouo: le cati le borse di camere di i commercio le I Leggi dei 3 luglio 1871 e dei 2 aprile 1882; ridotte a testo unico dal decreto reale de! 17 dicembre 1S82. 2 Legge dei 6 agosto 1876. ‘ Legge dei 6 luglio 1862. 3 "^aggio 1866 Legge dei 7 apriie 1881. Códice di commercio dei 2^
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